5.9 C
Foligno
domenica, Novembre 30, 2025
HomeEconomiaUmbria: in 5 anni tasse ai comuni aumentate del 62%, reddito giù...

Umbria: in 5 anni tasse ai comuni aumentate del 62%, reddito giù del 5%

Pubblicato il 30 Luglio 2014 14:41 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:53

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

La nostra guida, il nostro faro

Se c’è un articolo che nessuno di noi avrebbe...

Con lo “Shopping al profumo di castagne” inizia il Natale di Confcommercio

Gli eventi organizzati dall’associazione dei commercianti prenderanno il via sabato 29 novembre, non senza qualche vena polemica sull’appuntamento con gli ambulanti di Forte dei Marmi. Amoni: “Sono una grande concorrenza per le nostre attività”

UmbraGroup e Zoex insieme per produrre energia dalle onde

L'azienda folignate ha sviluppato un generatore elettromeccanico che è stato integrato ad un convertitore di energia del moto ondoso creato dall’azienda scozzese: insieme permetteranno di generare corrente in modo innovativo e conveniente

È allarme tasse in Umbria, a lanciarlo è la Confcommercio. Secondo quanto emerge dallo studio che analizza l’andamento delle entrate tributarie dei Comuni e della pressione fiscale, dal 2007 al 2012 sono aumentate del 62% le tasse pagate ai Comuni, e gli umbri sono sempre più poveri, con un reddito medio che è diminuito del 4,8%. Secondo quando emerge dallo studio, nel 2012 in Umbria, a fronte di un reddito di 23.773 euro, ogni umbro ha versato in media alle casse del proprio Comune circa 608 euro annui, con una pressione fiscale (intesa come rapporto tra entrate tributarie e Pil) pari al 2,6%. La tendenza italiana riguardo alla pressione fiscale, secondo i “freschi” numeri dell’Ufficio Studi della Confcommercio nazionale, è quasi paradossale, e l’Umbria ne è la conferma. “Il dato che colpisce maggiormente – scrive la Confcommercio – è tuttavia il confronto con l’anno 2007: a fronte di un reddito di 24.976 euro, quindi più alto di ben 1.203 euro rispetto al 2012, i cittadini umbri versavano ai Comuni mediamente 375,7 euro, con una pressione fiscale dell’1,5%”. “Stiamo sostenendo da anni che il peso della tassazione in genere e di quella locale nello specifico – commenta Aldo Amoni, presidente Confcommercio dell’Umbria – è il vero snodo per la ripresa della nostra economia e per dare fiato a famiglie e imprese. Siamo consapevoli delle difficoltà dei Comuni a far quadrare i bilanci – prosegue Amoni – ma aumentare progressivamente le tasse, come è stato fatto, è una spirale perversa, che uccide economia e consumi. Che uccide le imprese. Ora abbiamo di fronte altre stangate con Tari e Tasi. Abbassare le tasse è possibile, e dove diminuisce l’imposizione fiscale cresce il Pil”. Se i più ricchi, insomma, riducono i tributi, chi si impoverisce li aumenta; e l’arretramento nella ricchezza corrisponde all’esplosione esponenziale delle tasse. Come se non bastasse: chi è più povero paga di più i servizi.

Articoli correlati