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Si fingeva agente di commercio, ma nel nascondiglio dell’auto aveva tablet e smarthpone rubati

Pubblicato il 3 Ottobre 2014 13:38 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:14

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Si fingeva agente di commercio, ma le sue trasferte di “lavoro” in Umbria erano solamente destinate a mettere a segno diversi furti di apparecchiature elettroniche. E' finito così in manette P.C., queste le iniziali di un 49enne di Napoli, arrestato dal nucleo radiomobile dei carabinieri di Foligno. Tutto è partito dalla segnalazione di un giovane ragazzo di Passignano sul Trasmineno. Qualcuno, mentre il 31enne era impegnato a giocare a calcetto con degli amici, gli aveva aperto l'auto, rubandogli tablet, pc portatile ed una macchina fotografica per un valore totale di 1200 euro. Da qui la telefonata al 112, con il ragazzo che, attivando la funzione “trova il mio tablet”, ha segnalato ai militari la posizione della merce rubata. La localizzazione ha portato i militari in una struttura ricettiva di Trevi. Come fare però ad individuare il ladro all'interno del posto dove alloggiano diverse persone? I carabinieri hanno prima verificato tutti i dati dei presenti, per poi concentrarsi su un uomo arrivato da Napoli che ha da subito destato qualche sospetto. “Sono un agente di commercio in viaggio di lavoro” si è giustificato il 49enne. Troppo poco per convincere i carabinieri, che hanno quindi proceduto al controllo dell'auto con il motore ancora caldo. Dalla perquisizione è saltato fuori un nascondiglio ricavato nel paraurti della Fiat Croma. Nascondiglio nel quale sono stati ritrovati gli oggetti rubati a Passignano sul Trasimeno. Sorprese finite? Nemmeno per sogno. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, dal nascondiglio, realizzato con tecniche stile “007”, sono venuti fuori anche altri apparecchi elettronici, frutto di altri furti avvenuti all'interno di automobili della provincia. Nello specifico un altro pc portatile, due tablet, due smartphone, due macchine fotografiche e cinque navigatori satellitari per un valore complessivo di 4mila euro. L'ennesima giustificazione dell'agente di commercio “mi sono serviti per coprire le spese di viaggio” non è servita a far scattare le manette con l'accusa di furto aggravato continuato, visti anche i precedenti penali. Il napoletano ora è a disposizione della Procura di Spoleto, mentre la refurtiva è stata consegnata ai legittimi proprietari.

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