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Ast, Landini a Terni: “no ad un accordo a tutti i costi”

Pubblicato il 24 Novembre 2014 17:31 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:38

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“No ad un accordo a tutti i costi”. La frase, pronunciata nella mattina di lunedì 24 novembre in merito alla vertenza delle Acciaierie Speciali di Terni dal segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini – lunedì pomeriggio nella città dell’acciaio per incontrare gli iscritti al sindacato – ha suscitato diverse reazioni. A rispondere per primo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il quale ha espresso la forte preoccupazione del Governo per le parole del sindacalista sottolineando come alla soglia del raggiungimento di un accordo con la multinazionale tedesca – che permetta di salvaguardare posti di lavoro ed evitare gli oltre 500 licenziamenti previsti – ci si trovi in un momento di responsabilità per tutti. Anche il parlamentare del partito democratico, Marco Di Maio, ribadendo l’imminente raggiungimento dell’obiettivo comune di Governo e sindacato della tutela dei lavoratori e della chiusura dell’accordo, ha esortato Landini a continuare il suo lavoro di sindacalista senza perdere di vista tali finalità. Il segretario generale della Fiom lunedì mattina ha anche ribadito che scioperi e presidi continueranno fino a mercoledì, giorno del vertice al ministero dello sviluppo economico, dopodiché i sindacati valuteranno una rimodulazione della protesta che dovrebbe portare ad un progressivo rientro al lavoro degli operai dell’Ast, sempre che l’incontro al Mise si risolva con un accordo che contenga una scelta precisa di politiche industriali. Condizione imprescindibile richiesta dal sindacalista è il raggiungimento di una intesa che preveda, da un lato, l’impegno di ThyssenKrupp a non vendere e a continuare la produzione d’acciaio, dall’altro – ha ribadito Landini – “no ai licenziamenti e un si a tutele che riguardino le condizioni di lavoro delle persone”.

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