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Lavorare per cancellare i debiti col Comune, Trevi pensa al “baratto amministrativo”

Pubblicato il 29 Aprile 2015 10:11 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:18

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In termini tecnici si chiama “baratto amministrativo” ed è la misura prevista dallo Sblocca Italia del governo Renzi che permette, in soldoni, di poter trasformare le tasse in lavori socialmente utili. Un’opportunità per tutti quei cittadini morosi nei confronti dei Comuni, che potranno così estinguere i propri debiti. La stessa è comunque l’occasione per gli Enti di poter riscuotere crediti difficilmente esigibili. Sono in molti infatti che, con la perdita del lavoro o in una situazione economica decisamente difficile, non riescono più a pagare imposte come Tari, Imu o trasporti scolastici. Per sdebitarsi i cittadini morosi possono dunque barattare la propria manodopera per “scontare” quanto dovuto. In Umbria c’è un Comune che sta seriamente pensando a questa ipotesi. Stiamo parlando di Trevi, con l’amministrazione comunale che già sulla predisposizione del bilancio preventivo 2015 ha espresso questa volontà, mettendo in moto gli uffici preposti per studiare un pacchetto di misure in favore di cittadini e attività produttive e commerciali che soffrono la crisi. Ad annunciare l’idea è il vicesindaco, Stefania Moccoli: “E’ un’opportunità per venire incontro a coloro che hanno perso il posto di lavoro e sono debitori nei confronti del Comune – afferma il vicesindaco trevano –. Questo non è un posto di lavoro o un’occupazione, ma permettere ai cittadini morosi di lavorare per dipingere le aule della scuola o falciare l’erba del parco”. Insomma, tutti quei cittadini “incolpevolmente” morosi possono finalmente sdebitarsi. L’idea di Stefania Moccoli è quella di concedere questa possibilità non a tutti coloro che devono pagare le tasse, ma a chi ha già un debito conclamato ed ha una oggettiva difficoltà economica. “L’amministrazione comunale si mette a disposizione di chi ne ha bisogno – sottolinea il vicesindaco di Trevi – la situazione va regolamentata. I Comuni stabiliscono criteri e condizioni, poi sarà la commissione consiliare che stabilirà le modalità. E’ un’opportunità che va studiata”.

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