29.7 C
Foligno
mercoledì, Settembre 2, 2026
HomeCronacaFine pena per Luigi Chiatti: il Mostro di Foligno trasferito nella Rems...

Fine pena per Luigi Chiatti: il Mostro di Foligno trasferito nella Rems di Cagliari

Pubblicato il 4 Settembre 2015 13:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:10

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Spello, lavori in corso in via Paolina Schicchi Fagotti

L’arteria, tra le principali della viabilità comunale, è al centro di un intervento di manutenzione straordinaria che prevede il rifacimento dell’asfalto. Prevista anche la realizzazione di nuovi tratti di marciapiede

Montefalco, strappa la catenina a un anziano e fugge: 46enne arrestato

Scappato a bordo di uno scooter rubato, l’uomo è stato fermato dai carabinieri a Foligno al termine di un inseguimento. In manette per furto con strappo e resistenza a pubblico ufficiale, disposto a suo carico il divieto di dimora e il nulla osta per l'espulsione

Tassa di soggiorno, il Comune apre alle esenzioni per le persone disabili

Dopo il j'accuse di Federalberghi, la giunta Zuccarini è corsa ai ripari, spiegando come da parte sua non ci sia "alcun problema a prendere in considerazione dei correttivi"

Fine pena per Luigi Chiatti. Il Mostro di Foligno ha terminato quest’oggi di scontare la sua pena a 30 anni di carcere per aver ucciso ad inizio anni Novanta due bambini, Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. In mattinata Chiatti ha lasciato il carcere di Prato, per essere trasferito nel Rems (residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria) di Capoterra a Cagliari, dove il geometra folignate originario di Narni rimarrà per tre anni, così come disposto dalla Corte d’Assise d’appello di Perugia. La nuova destinazione del quarantasettenne era rimasta segreta anche ai suoi legali Bacino e Franceschini, come spiegato dal primo in un’intervista rilasciata all’Ansa. Ma cosa accadrà a Chiatti al termine di questi tre anni? A rispondere è stato lo stesso Guido Bacino: “La sua pericolosità sociale dovrà essere nuovamente valutata e se accertata la custodia verrà prorogata – ha spiegato l’avvocato all’Ansa – e teoricamente potrebbe succedere anche a vita”. Ad intervenire sulla vicenda ai microfoni di Radio Gente Umbra è stato anche l’avvocato delle famiglie Paolucci e Allegretti, Giovanni Picuti: “Lo Stato ha come primo dovere quello di garantire gli aspetti custodialistici e soltanto in via subordinata quello di tentare una possibile quanto improbabile cura degli autori di gravi reati che sono stati dichiarati affetti da disturbi psichiatrici – sottolinea Picuti – non ho mai creduto all’infermità mentale del Chiatti che ritengo sia rimasto un lucido omicida seriale”.

Articoli correlati