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Quale futuro per l’ospedale di Foligno? I sindacati: “Vogliamo un confronto onesto”

Pubblicato il 9 Febbraio 2016 18:04 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:31

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“Quale futuro per l’ospedale di Foligno?”. E’ una domanda sempre più ricorrente, soprattutto in vista di quella che sarà la riforma sanitaria che varerà la Regione Umbria. Domanda dalla quale partirà anche l’incontro-dibattito tra gli operatori delle professioni sanitarie del “San Giovanni Battistia” di Foligno e la cittadinanza. Il tema sarà proprio il futuro dell’ospedale folignate, in un incontro organizzato dalla segreteria territoriale della Cisl-Medici in collaborazione con la segreteria regionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, ovvero la Aaroi-Emac. L’incontro è in programma a Foligno per venerdì 12 febbraio alle 16.30 nella sala Fittaioli del palazzo Comunale. Non una conferenza, bensì un dibattito per conoscere gli umori e i pareri di chi vive il mondo sanitario di Foligno sotto diversi punti di vista. Ad introdurre i lavori saranno il dottor Francesco Paolo Cappotto per la Cisl Medici e il dottor Alvaro Chianella per l’Aaroi-Emac. Parteciperanno anche Luca Barberini, assessore regionale alla sanità e Sandro Fratini, direttore generale della Usl2 dell’Umbria. Ma cosa aspetta aspetta l’ospedale di Foligno? Lo abbiamo chiesto ai dottori Cappotto e Chianella. “Il futuro potrebbe anche essere roseo – afferma il dottor Cappotto – certamente le cose vanno conquistate. Non nascono e non crescono da sole. Il significato di questo incontro è quello di concedere un contenitore qualificato perché si possa discutere tra operatori e cittadini. Una volta tanto la parte politica farà da spettatrice, contrariamente a quello che succede in alcune situazioni, quando le professioni sanitarie vengono messe alla porta”. Ma quale è lo stato di salute del nosocomio cittadino? “Possiamo definirlo buono – afferma il dottor Chianella – ma sull’ospedale folignate grava il peso e l’orizzonte del prossimo Piano sanitario regionale. Quello che noi vorremmo evitare, è che ci fosse qualche elemento che andasse a ridurre l’offerta sanitaria del San Giovanni Battista”. Cosa si aspettano dunque gli operatori sanitari dall’azione dell’assessore regionale alla sanità? “Luca Barberini è una persona seria. Questo ci garantisce un confronto onesto. Ci aspettiamo che possa avere la sensibilità di comprendere quelli che sono i consigli affettuosi e disinteressati delle componenti sanitarie – afferma Francesco Paolo Cappotto –, interpretandoli nella logica di un piano sanitario regionale che segni una differenza. Ci aspettiamo che il salto di qualità sia non solo formale ma anche sostanziale. Il paziente deve rimanere al centro dell’interesse”.

 

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