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Ex Zuccherificio, la Coop chiede 18 milioni di risarcimento: “Non condividiamo le idee del sindaco”

Pubblicato il 20 Febbraio 2016 11:52 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:23

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Riuscirà mai il Comune di Foligno a tornare a dialogare con Coop Centro Italia e Magazzini Gabrielli in merito all’area dell’ex Zuccherificio? I consiglieri comunali lo sperano, visto che solamente pochi giorni fa avevano prodotto un documento dando mandato al sindaco Mismetti di tornare a dialogare con le parti in causa. Documento che è stato preceduto dalla mozione del sindaco Nando Mismetti, che chiedeva di rivedere alcuni passaggi di una querelle che dura oramai da troppi anni. La questione approderà martedì prossimo all’interno della riunione della massima assise cittadina. Ma a mettere le mani avanti ora è la Coop Centro Italia. Attraverso una lettera aperta verso tutti i componenti del consiglio comunale folignate, il numero uno Giorgio Raggi chiude ogni possibile nuova trattativa se la discussione sarà incentrata sui punti descritti all’interno della mozione di Mismetti. “Non c’è, da parte nostra – scrive Giorgio Raggi – alcuna condivisione sulla impostazione della delibera e tantomeno sui punti che verrebbero posti alla nostra attenzione”. Insomma, la Coop non vuole sentire ragioni. Inoltre, nella giornata di ieri, la cooperativa ha presentato in tribunale una memoria prodotta dagli avvocati Mariani Marini e Amici in vista dell’udienza del prossimo 6 giugno. Nella memoria, Coop spiega che ad oggi ha subito danni per 20 milioni di euro e ne chiede al Comune 18. Stando infatti al documento, il Comune non ha messo in campo quanto previsto dagli accordi. Tornando poi alla lettera inviata ai consiglieri comunali, Giorgio Raggi spiega anche le ragioni che lo hanno portato a non condividere una riapertura della trattativa con certe basi. Il primo tema è quello di una variamente al Prg. “Risulta per noi difficilmente comprensibile” scrive, così come non piace la riduzione delle autorizzazioni già concesse anche in modo superiore. Dubbi vengono espressi anche in merito alla suddivisione in due comparti del Piano attuativo. “Dietro alla presentazione della mozione – scrive Raggi – c’è la volontà di mascherare i ritardi di questi dieci anni”. La Coop si dice disposta a tornare a dialogare solamente “se in presenza di una proposta concreta, che ci dica con precisione cosa ci si vuol far realizzare. E’ difficile – prosegue Giorgio Raggi – ragionare senza numeri”. In assenza di dialogo e proposte concrete dunque, “nella propria autonomia” Coop Centro Italia deciderà se vendere l’area o realizzare quanto già concesso nei tempi previsti.

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