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Spoleto, farmacie comunali: fatturato positivo ma c’è da lavorare

Pubblicato il 28 Luglio 2016 16:57 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:42

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Farmacie comunali: quale il loro destino? Poco o nulla è cambiato infatti rispetto alla riunione di qualche mese fa della quarta commissione consiliare della presidente Marina Morelli quando Sergio Bernardini, amministratore unico delle farmacie comunali, Ilario Baratta, direttore della farmacia San Venanzo, e Lidia Gennari direttrice di quella di via Loreto, hanno presentato ai commissari quelle che erano le iniziative mirate a rilanciare un servizio comunale che soffre la competitività delle farmacie private, strutture queste che non si limitano a vendere unicamente medicinali. In primis ridurre i costi di gestione e allo stesso tempo ampliare l’offerta. Anche se il gestore Bernardini non ha negato che sarebbe necessario “fare degli investimenti per migliorare le strutture così come ampliare i servizi al cittadino – disse – ovvero, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, mettere a disposizione dell’utenza strumenti come quello della misurazione della glicemia o per fare un elettrocardiogramma, così come, ad esempio, un infermiere. Tutto questo porterebbe dei benefici, con tanto di aumento di fatturato strutturato”. Ebbene, qualcosa di tutto ciò è stato fatto, e a renderne conto alla presidente della quarta commissione, Marina Morelli, è stato lo stesso Bernardini attraverso una missiva a cui farà seguito, pare, una ulteriore riunione alla quale ha dato la propria disponibilità a partecipare. In quella mail, l’amministratore unico, confermando che il trend del fatturato è comunque positivo, rispetto agli obiettivi che il Comune di Spoleto impone “per il 2016 sono state fatte 4 campagne di informazione, rispetto alle 3 richieste – scrive Bernardini – riguardanti la pressione arteriosa, i danno causati dal fumo, il tumore alle ovaie e la corretta alimentazione”. Inoltre “abbiamo ridotto i costi della pulizia del locali e delle spese assicurative – prosegue – e si sta valutando la possibilità di spostare la sede della farmacia”. Risposte che non hanno soddisfatto appieno i commissari. “O diventano competitive sul mercato, o sennò che l’amministrazione le chiuda”, è stato il commento di Aliero Dominici (Gruppo misto). “Tenerle così non ha senso”, ha aggiunto Carla Erbaioli (Pd). E in ogni caso “i 130 mila euro di utile annuo che introita il Comune, vanno almeno per fini sociali?”, ha chiesto Laura Zampa (Pd). Anche se, è bene dirlo, qualche servizio a sostegno dei cittadini, pur nelle difficoltà, le due farmacie comunali lo offrono in realtà. Come, per fare alcuni esempi, una card che da la possibilità di sconti su diversa merce e un servizio whatsapp che informa gli stessi cittadini su eventuali promozioni. “Noi facciamo quel che possiamo – ha detto Lidia Gennari – bisognerebbe capire cosa vuole fare l’amministrazione comunale”. 

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