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Biodigestore, Mismetti: “Sinistra italiana vuole chiarezza? Progetto iniziato con Piccolotti assessore”

Pubblicato il 1 Settembre 2016 16:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:25

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Le polemiche e le levate di scudi delle ultime settimane hanno convinto la politica folignate a tornare ad analizzare la questione del biodigestore. Convocata dalla sua presidente Stefania Filipponi, giovedì 8 settembre alle 16.30 la commissione Controllo o garanzia del Comune si riunirà per affrontare il tema dell’impianto di produzione di biometano insieme a quello di compostaggio dei rifiuti organici. In audizione il sindaco Nando Mismetti, insieme al presidente di Ati3 Fabrizio Cardarelli, il presidente della Vus Maurizio Salari e il suo direttore generale, Walter Rossi. Sul tavolo dei commissari tornerà dunque uno dei temi più caldi del dibattito cittadino. Dopo gli attacchi e l’assemblea pubblica dei vari comitati “No biodigestore” e del Wwf, era arrivata anche la risposta di Ati3 con una nota diffusa alla stampa e l’affissione di alcuni manifesti. Intervenendo sulla questione, il Movimento 5 stelle ha sottolineato come a trovare maggiore giovamento dall’operazione sarà il soggetto privato (Asja Spa). Sul biodigestre che sorgerà in località Casone si è espressa anche Sinistra italiana, chiedendo una “trasparenza finora assente”. Ed è proprio a quest’ultimo movimento politico che il sindaco Mismetti ha risposto nel corso dell’ultimo consiglio comunale. “Poteva esserci più partecipazione al progetto? – si è domandato il primo cittadino – forse. Ma non dimentichiamoci che il percorso è stato avviato quando la carica di assessore all’ambiente era ricoperta da Elisabetta Piccolotti che fa proprio parte di Sinistra italiana”. Quanto alle polemiche sollevate dal Wwf, Nando Mismetti ha aggiunto: “Come mai è stato attaccato solo il Comune e non si è mai menzionato il fatto che il biodigestore fa parte di una più ampia progettazione a livello regionale da ben sei anni?”. Intanto il comitato “No biodigestore a Casone” ha presentato una petizione con novecentotrentatré firme per evitare la “contaminazione biologica”.

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