13.8 C
Foligno
domenica, Settembre 27, 2026
HomeCronacaAbuso di alcol, c'è chi confessa di guidare ubriaco. Ecco i dati...

Abuso di alcol, c’è chi confessa di guidare ubriaco. Ecco i dati della Usl2

Pubblicato il 13 Dicembre 2016 15:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:33

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Neonato morto dopo il parto, attivate le verifiche interne negli ospedali di Foligno e Perugia

Gli accertamenti sono volti a ricostruire il percorso assistenziale tra il "San Giovanni Battista" e la terapia intensiva neonatale del capoluogo, dove il piccolo era stato trasferito a seguito di complicazioni. Ventidue le persone indagate

“Di nuovo a Teatro”: la grande storia del “Piermarini” rivive in una mostra

In esposizione un centinaio di riproduzioni tra fotografie, manifesti, programmi di sala e libretti che ripercorrono il periodo tra il 1827 e il 1944 provenienti dai dai Fondi Mancinelli e Loreti. L’apertura sabato 3 ottobre nell’ex foyer di corso Cavour

Tutto pronto per l’edizione 2026 dell’Ottobre Trevano

Dal 2 al 25 ottobre il borgo umbro si calerà di nuovo nell'atmosfera medievale tra storia, cultura, tradizioni popolari ed eccellenze enogastronomiche. Spazio al legame con l'ottavo centenario della morte di San Francesco

Sono in pochi, ma c’è chi ha confessato di guidare anche sotto l’effetto dell’alcol. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dai medici della Usl2 dell’Umbria e che riguarda i territori e i distretti aziendali di Foligno, Spoleto, Terni, Valnerina, Orvieto, Narni-Amelia. L’indagine Passi (acronimo di Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), evidenzia anche che i controlli con etilotest sono efficaci ma ancora poco diffusi. Per quanto riguarda invece il dato generale del consumo di alcol, la percentuale nei territori dell’Usl2 è sostanzialmente in linea con il trend nazionale: 16,1% contro il 17 italiano. Il dato è riferito al consumo di alcolici tra la popolazione compresa tra i 18 e i 69 anni. Lo studio, riferito al triennio 2012-2015, è stato condotto attraverso interviste telefoniche in un campione rappresentativo di cittadini. Nello specifico i dati aziendali evidenziano che il 16,1 per cento della popolazione fa un consumo di alcolici definito “a maggior rischio” (il dato umbro si attesta al 17,6%), il 59% un consumo abituale, l’8% un consumo “binge”, la cosiddetta “abbuffata alcolica” diffusa tra i giovani, ossia cinque o più unità alcoliche per gli uomini, quattro o più per le donne in una singola occasione almeno una volta negli ultimi trenta giorni. La quota significativa del 9% consuma abitualmente alcolici fuori pasto, mentre il 3% è un consumatore abituale. Pressoché impossibile “misurare” i rischi di danni alcol-correlati (immediati e cronici) e di dipendenza alcolica che, come spiegato dal dottor Marco Cristofori, responsabile del servizio di Sorveglianza e Promozione della Salute “variano in funzione di diversi fattori: la quantità complessiva di alcol bevuta abitualmente, la quantità di alcol assunta in una singola occasione, le modalità ed il contesto di assunzione dell’alcol”. Non è possibile inoltre stabilire limiti al di sotto dei quali i rischi si annullano, quel che è certo è che l’alcol è considerato sicuramente cancerogeno per l’uomo. A differenza di molti altri fattori di rischio comportamentali, il consumo di alcol è più diffuso nelle persone senza difficoltà economiche e con più alti livelli di istruzione. Stando sempre all’indagine Passi, solo pochi medici si informano riguardo al consumo di alcol dei propri assistiti.

Articoli correlati