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Fils, i lavoratori: “Vogliamo un cambio di passo radicale”

Pubblicato il 13 Dicembre 2016 10:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:34

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Caso Fils, i lavoratori dicono la loro. Martedì mattina operai e impiegati si sono riuniti in assemblea insieme alle sigle sindacali Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, chiedendo all’amministrazione comunale e ai vertici della società un “cambio di passo radicale”. “I dipendenti hanno dimostrato la massima flessibilità, ben oltre le previsioni di legge e contrattali – affermano i sindacalisti Ivo Ceccarini, Fabio Cesarini e Andrea Russo -, pur di dare il proprio contributo al salvataggio della Fils”. Ora però, si chiede una svolta per cercare di risollevare veramente le sorti di una società in crisi oramai da troppo tempo. Stando a quanto dichiarato dai sindacati, “impiegati e operai sono disponibili a fare sacrifici solo nel caso in cui si adotti una riorganizzazione dei servizi credibile e siano chiare le responsabilità soggettive ed oggettive nella nuova organizzazione – scrivono Cgil, Cisl e Uil -. Preoccupa al riguardo che, ad oggi, non sia ancora stato presentato al sindacato il piano industriale, dal quale possano desumersi quali interventi organizzativi radicali proprietà e società intenda porre in essere per mettere in condizione tutti di svolgere le attività nel modo più produttivo possibile”. Al termine dell’assemblea, è stato chiesto all’unanimità “di porre regole organizzative chiare e di applicare integralmente il contratto di lavoro degli enti locali, nel quale sono già indicati chiaramente diritti e doveri dei lavoratori”. IL SINDACO – Intanto, alle accuse di Stefania Filipponi, replica il sindaco Nando Mismetti: “Stefania Filipponi è ormai abituata a fare le giravolte, dalla vicenda dell’ex Zuccherificio alla Fils: ora, dopo aver per anni puntato il dito contro i lavoratori della società, vuole passare come chi tutela i loro diritti – scrive il sindaco -. Non si sa da quanti anni ha dipinto i lavoratori della Fils nel peggior modo possibile – osserva Mismetti – e un giorno sì e pure l’altro ha chiesto il fallimento della società partecipata. Si è disinteressata ampiamente di una trentina di famiglie e adesso vorrebbe far credere di essere la paladina del loro futuro”.

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