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Grandi rischi, sindaci in rivolta. Mismetti: “Ci dicano cosa dobbiamo fare”

Pubblicato il 23 Gennaio 2017 17:00 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:16

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“Non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento”. Inutile nascondere che il comunicato della Commissione grandi rischi abbia creato non poco allarmismo tra le popolazioni terremotate, che stanno vivendo nuovi giorni di ansia dopo gli ultimi eventi nell’aquilano. Nella relazione della Commissione inviata alla Protezione civile, si ricorda come quella fascia di terra che parte da Colfiorito (terremoto del 1997) e arriva fino a L’Aquila (terremoto del 2009), abbia la capacità di scatenare terremoti sino a 6-7 gradi di magnitudo. Se la preoccupazione più grande ora è per la zona abruzzese di Campotosto e la sua diga, anche in Umbria il timore di nuovi eventi sismici rimane alto. E le parole dei Grandi rischi hanno creato una prevedibile ondata di proteste anche da parte dei sindaci. E’ il caso di quello di Foligno. In virtù del comunicato della Commissione grandi rischi, Nando Mismetti ha infatti chiesto alla Protezione civile di convocare una riunione urgente, definendo le valutazioni “incredibili” e che “stanno gettando nel panico la popolazione”. Il primo cittadino folignate chiede quindi cosa devono fare ora i sindaci. “Dobbiamo chiudere le scuole e tutti gli edifici pubblici per i prossimi dieci anni? – si chiede Mismetti in un’intervista riportata da Ansa.it -. Sono pronto a farlo – ha aggiunto – ma sono loro della Commissione a dovercelo dire”. Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, che ricorda come “i sindaci non possono e non devono diventare il capro espiatorio per coprire le evidenti mancanze di altri”. Nel frattempo, il sindaco di Monteleone di Spoleto ha prolungato la chiusura delle scuole comunali.

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