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Manolo trasferito a Umbertide, per addormentarlo usata una cerbottana

Pubblicato il 24 Agosto 2017 09:51 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:50

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L’operazione è scattata intorno alle 6.05 di giovedì mattina (come già riportato qui). A metterla in atto sono stati i carabinieri forestali, che negli scorsi giorni avevano programmato il piano nei minimi dettagli. Dopo aver interagito con i responsabili dell’Ufficio faunistico regionale e con quelli del Comune di Foligno insieme agli esperti del Parco dei Monti Sibillini, i forestali hanno quindi messo in pratica la strategia. Stiamo parlando della cattura di Manolo il capriolo, l’ungulato che da mesi viveva nel parco adiacente alla zona dell’Agorà. Prima di catturarlo, l’animale è stato sedato utilizzando una siringa contenente dell’anestetizzante, lanciata con l’ausilio di una cerbottana. Manolo è stato centrato mentre era uscito allo scoperto e subito dopo la puntura, è rientrato nel boschetto. Tempo cinque minuti e l’effetto del sonnifero ha dato i suoi frutti. E’ così che insieme ad un veterinario, i carabinieri forestali lo hanno recuperato per poi visitarlo. “Il dottore ha evidenziato ottime condizioni di salute – spiegano a Rgunotizie.it i carabinieri forestali di Foligno -. Subito dopo la sua visita, l’animale è stato trasportato all’interno di una cassa attrezzata per ospitare gli animali per viaggi di questo tipo”. Bendato, l’animale è stato trasferito a Umbertide. Manolo trascorrerà due giorni in località Torre Certalda in un centro della Regione e farà compagnia ad altri caprioli. Prima di dargli una collocazione definitiva, gli esperti valuteranno le sue condizioni per capire qual è la soluzione ottimale per la sua sopravvivenza. Se ritenuto idoneo, verrà rilasciato in natura. Altrimenti potrebbe essere portato in un parco dove chi di dovere si prenderà cura di lui. Intanto la sua cattura continua a far discutere il popolo del web. Tra chi lo voleva ancora nel boschetto cittadino a chi invece festeggia per l’operazione “che lo ha portato in un luogo più consono alla sua natura”, i folignati rimangono ancora divisi sulla vita di Manolo. LE DICHIARAZIONI – “Nel centro di recupero – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente, Fernanda Cecchini – è presente un habitat naturale perfettamente idoneo alla specie e dove sono già presenti altri caprioli. Questo consentirà, sotto il diretto controllo dei tecnici della Regione, di valutare le potenzialità di riambientamento dell’animale ad uno stile di vita più consono alla sua indole e la sua capacità di socializzazione con gli individui della sua specie. Trascorso un periodo di adattamento di alcuni mesi – spiega l’assessore – verrà valutata la risposta comportamentale del capriolo e l’eventuale opportunità di rilasciarlo in libertà”. L’operazione di giovedì mattina è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Il presidente Oliviero Olivieri ha messo a disposizione del Servizio faunistico della Regione il veterinario del Parco, dottor Morandi, esperto di catture di animali selvatici mediante telenarcosi. “Il suo prezioso ed indispensabile aiuto – dice l’assessore Cecchini – ha consentito di effettuare una rapida e sicura cattura del capriolo che, in perfetta salute e tranquillità, è già stato trasferito nella sua nuova dimora”.

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