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L’Umbria del sisma riparte da Reload: a disposizione 235mila euro per la rinascita

Pubblicato il 14 Novembre 2017 17:21

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I pilastri su cui si fonda il progetto sono quattro: turismo, cultura, eccellenze agroalimentari e servizi. Tutti elementi del territorio che potranno essere di grande utilità per ripartire a un anno di distanza dal disastroso terremoto che ha coinvolto i territori a cavallo tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. E ciò potrà avvenire grazie a un bando denominato Reload, che Legacoop Umbria mette a disposizione delle popolazioni colpite duramente dal sisma, il cui fine è quello di attivare due tipologie di società: le cooperative di comunità e nuove imprese cooperative. La prima potrà contare su 100mila euro ed è dedicata alla nascita di nuove cooperative di comunità, ovvero imprese costituite da cittadini e altri attori locali per il miglioramento della qualità della vita e l’interesse generale della collettività, mentre la seconda è dedicata a nuove imprese cooperative e per la quale sono a disposizione 135mila euro. Ma ecco, nel dettaglio, gli ambiti che possono creare le condizioni per lo sviluppo e la ricostruzione garantendo lavoro e sostenibilità a persone e territorio.  Partendo dalla cultura, il tema della socializzazione tramite diversi linguaggi, come quello dell’arte, “si è rilevato determinante per creare comunità, coesione, inclusione, sicurezza e per dare nuove e più solide motivazioni allo stare insieme”, è spiegato nel bando di gara. E poi c’è il turismo, per il quale è “necessario sviluppare un progetto condiviso di sviluppo che attraverso una ricostruzione mirata permetta di creare un territorio ospitale – prosegue il bando – che faccia leva sulla propria identità e valori, uno sviluppo che costruisca futuro economico e sociale, che consenta alle genti che vivono in quei luoghi di non andarsene via, valorizzando la comunità locale”. E non può mancare, viste le peculiarità dei territori coinvolti, l’ambito agroalimentare e quello dell’ambiente. Sì, perché la cultura e il turismo passano anche per la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari che contraddistinguono questi territori. “Il rilancio di queste aree non può prescindere dalla produzione, promozione e commercializzazione dei prodotti made in Italy – è scritto nell’avviso -, veicolo anche per la manutenzione del patrimonio ambientale”. E infine, ma non ultimo, c’è il settore dei servizi. “Il terremoto ha colpito un’area del Paese già carente di servizi e opportunità – conclude la nota esplicativa –  il sisma ha aggravato il fenomeno dello spopolamento proprio perché ancor meno sono i servizi e le opportunità per chi resta. Sviluppare nuovi servizi per chi è rimasto e per chi intende tornare”. Legacoop, dunque, mette a disposizione risorse per 235mila euro, esattamente 100mila per le cooperative di comunità (scadenza 31 dicembre)  e 135mila euro per le nuove imprese cooperative (scadenza 31 gennaio 2018). 

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