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Fils, i dipendenti: “Natale senza stipendio”. La replica: “Solo piccoli slittamenti”

Pubblicato il 20 Dicembre 2017 17:30

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Ci hanno lasciato senza stipendi e senza tredicesima”. E’ il grido d’allarme dei dipendenti Fils, la società partecipata del Comune di Foligno attualmente in liquidazione. I lavoratori definiscono quello alle porte un “Natale amaro”, visto che a loro dire da mesi stanno percependo lo stipendio a rate, nonostante i servizi procedano regolarmente. “Prima di pagare regolarmente gli stipendi – spiegano i dipendenti della Fils – si è proceduto al risanamento dei debiti verso gli enti. Debiti di certo non creati dai dipendenti, i quali, nonostante la drammatica situazione, continuano a svolgere il proprio dovere”. Nella nota diffusa in queste ore, i dipendenti della Fils tornano poi a parlare delle ultime vicissitudini societarie. Dopo la messa in liquidazione infatti, i lavoratori parlano di “pressioni durate un anno per il cambio contrattuale”. Per gli stessi, nonostante un trend positivo nel 2017 e la vendita dell’immobile di via IV novembre, “si è comunque voluto procedere alla cessione del ramo di azienda senza prendere in considerazione la possibilità di mobilità fra enti o partecipate prevista dalla legge Madia. Gli amministratori – concludono i lavoratori della partecipata – si sono scaricati la coscienza inserendo nelle gare di appalto la clausola sociale che non dà nessun tipo di garanzia alla salvaguardia dei posti di lavoro gettando i dipendenti nello sconforto di un futuro incerto”. LA REPLICA – Non si è fatta attendere la replica dell’ex amministratore unico di Fils nonché attuale liquidatore, Stefano Mattioli. “Posso capire che passare Natale senza stipendio sia dura, ma i pagamenti slitteranno di pochi giorni solamente per motivi legati a ritardi burocratici. Sulla tredicesima – spiega Mattioli – già c’era un accordo con i sindacati, i quali erano a conoscenza che il pagamento sarebbe stato fatto in ritardo”. Ma Stefano Mattioli ribatte colpo su colpo, anche per quanto riguarda le presunte pressioni per il cambio di contratto. “Non è così – afferma il liquidatore – sono state effettuate due votazioni per decidere se cambiare o meno il contratto. Prendendo atto dei dinieghi, ho scritto al Comune che non c’erano i presupposti per continuare a svolgere i servizi”. Il liquidatore chiude poi con la mancata mobilità tra enti per la riassunzione dei lavoratori: “E’ una norma che può essere applicata solo se i dipendenti servono ad altre partecipate, ma non era il nostro caso. I dipendenti Fils che verranno riassunti dalle società che prenderanno in gestione i servizi non dovranno temere – conclude – visto che saranno tutelati dalla clausola di salvaguardia come previsto dall’articolo 2112 del Codice civile”.

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