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Venticinque anni per la Nautilus: anche Foligno ha i suoi sommozzatori

Pubblicato il 11 Febbraio 2018 12:59

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A Foligno manca il mare, ma non la curiosità di conoscere le meraviglie che il mondo sommerso nasconde nei suoi fondali. Una possibilità che, da ben 25 anni, viene offerta dall’associazione subacquea Nautilus, che dà l’opportunità agli appassionati del genere di ottenere brevetti di ogni ordine e grado. In tanti non saranno nemmeno a conoscenza dell’esistenza di questo gruppo di amanti del mondo marino, che proprio quest’anno raggiunge un grande traguardo: 25 anni di vita. La nascita della Nautilus è collegata ad un importante personaggio dell’associazione: il primo presidente Leonello Meniconi. E’ proprio Meniconi, istruttore subacqueo folignate dell’associazione Orsa Minore di Perugia, a creare nell’estate del 1989 il primo gruppo tutto folignate formato da Maurizio e Paolo Biagetti, Paolo Chiochi e Dario Franquillo. Ed il 3 aprile 1993 i pionieri decidono di condividere la loro passione e creare un’associazione a Foligno. Dopo la prematura scomparsa di Meniconi il gruppo perde un po’ la bussola, ma nel giro di qualche anno acquisisce una sua personalità e si struttura in maniera autonoma. “Abbiamo formato dei nostri istruttori – spiega l’attuale presidente Dario Franquillo – e nel 1998 il nostro gruppo (come nucleo sommozzatori) entra a far parte del gruppo di Protezione Civile ‘Città di Foligno’. Questo ha fatto sì che nel 2002, con l’aiuto dell’amministrazione comunale, ci è stato concesso in comodato d’uso uno stabile situato presso l’area della Protezione Civile”. Oggi  l’associazione usufruisce degli spazi della piscina comunale di Foligno, gli iscritti attualmente oscillano tra i 75 e gli 80 e sono circa 2000 i brevetti che sono stati rilasciati in questi 25 anni di attività. BAMBINI E DISABILI – Una possibilità, quella di entrare a contatto con i fondali, che l’associazione è in grado di offrire anche ai bambini e ai disabili. “Per un  disabile – continua il presidente – staccarsi dalla carrozzina ed entrare in acqua è un’esperienza bellissima, ma purtroppo mancano le strutture idonee per poter avviare questo tipo di attività. Per quanto riguarda i bambini, nelle grandi città questo genere di pratica è diventato comune, rappresentando anche una fonte di lavoro per il futuro. Qui, si fa ancora un po’ fatica. Abbiamo rilasciato 4 brevetti a piccoli subacquei e due di questi sono diventate biologhe marine”. Non esiste nessun limite di età, basta stare in salute ed amare l’acqua. A dimostrarlo sono gli iscritti che in questi 25 anni hanno fatto parte della grande famiglia Nautilus: 9 anni il più giovane, 78 il più anziano. SPELEOLOGIA SUBACQUEA – Non finisce qui. L’attività della Nautilus va ancora più a fondo. Tra le attività del gruppo anche quella della speleologia in ambienti sommersi naturali o artificiali. Tra le immersioni più recenti quella all’interno del pozzo del castello di Sant’Eraclio nel 2011. “In quell’occasione – ricorda Franquillo – esplorando il pozzo abbiamo appreso che era pieno di detriti. Abbiamo proposto, a nostre spese, all’amministrazione la ripulitura della cavità, ovviamente facendo i dovuti passaggi con i Beni Culturali dato che in un pozzo del 1300 è possibile trovare di tutto. Ma, ad oggi, nessuna risposta”.

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