11.1 C
Foligno
giovedì, Febbraio 19, 2026
HomeAttualitàUn concorso di idee per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto...

Un concorso di idee per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto di Norcia

Pubblicato il 15 Febbraio 2018 15:41

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

“Denunciare è aiutare”: l’appello agli studenti nel primo incontro di “Stop al bullismo”

Ha preso il via il ciclo di incontri nelle scuole di Foligno e Spello promosso dalla Diocesi insieme alla Polizia di Stato per aiutare i giovani a costruire relazioni sane, inclusive e rispettose

Semisvincolo di Scopoli, c’è l’ok della Conferenza dei servizi. L’opera pronta nel 2029

Mercoledì mattina è arrivato il parere favorevole per la realizzazione dell’infrastruttura da 34 milioni di euro che collegherà la Valle del Menotre con Foligno. Cronoprogramma alla mano, l’avvio dei lavori è previsto per il 2027

“Un violino per la vita”: a Foligno la musica di Maria Serena Salvemini si fa solidarietà

L’“enfant prodige”, che ha superato molti ostacoli grazie alla musica, si esibirà al “San Domenico” insieme a Daniela Carabellese e Pietro Laera. Parte del ricavato sarà devoluto al reparto di Oncologia per l’acquisto di un ossimetro

Per la Basilica di San Benedetto di Norcia, semidistrutta dal terremoto, si apre la fase della ricostruzione. E sarà un concorso internazionale di progettazione a decretare la migliore proposta per l’intervento, coerentemente con le premesse metodologiche e tecniche definite in un progetto preliminare elaborato dal Ministero dei beni culturali. Lo prevede un accordo siglato a Roma, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per avviare il complesso intervento di recupero di quella che è diventata la chiesa simbolo del sisma che ha colpito l’Umbria e il Centro Italia. A firmare il protocollo con cui si definisce il percorso che porterà all’avvio dei lavori è stata la commissaria straordinaria per la ricostruzione post sisma, Paola De Micheli, la segretaria generale del Mibact, Carla Di Francesco, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’arcivescovo della diocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo e il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. Nel percorso sarà coinvolta una commissione presieduta dal professore Antonio Paolucci. “Questa firma rappresenta un importante ed ulteriore segnale di speranza e di fiducia, e segna l’avvio concreto per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto”, ha sottolineato la presidente Marini, che ha evidenziato: “in questo percorso per la ricostruzione la Regione, insieme all’Unione europea, è fortemente impegnata anche finanziariamente”. E proprio dall’Europa, di cui San Benedetto è il patrono, era arrivata tempestivamente, nei giorni successivi al terremoto, la rassicurazione del sostegno finanziario tramite il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Che poi si è tradotta in una misura aggiuntiva di 28 milioni di euro. Riguardo alla firma dell’accordo a Palazzo Chigi, anche il sindaco, Nicola Alemanno e il vescovo dell’arcidiocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, hanno parlato di “giornata importante e significativa”. Per il presule “questo è un segno concreto e rilevante in vista del recupero dell’immenso patrimonio storico-artistico della Valnerina distrutto dalle scosse e un messaggio di speranza fondamentale per la popolazione che ha perso la casa e che, con tenacia e senza abbandonare il territorio, attende di poter riprendere una vita normale”. In attesa che gli architetti presentino i loro elaborati su cui avviare la ricostruzione, è ancora in corso la messa in sicurezza della stessa Basilica. Restano infatti da togliere le macerie all’interno della chiesa, un “muro” di circa tre metri di pietre e detriti, sotto il quale sono ancora imprigionati tesori dell’arte che erano custoditi dentro la Basilica prima che crollasse quasi completamente. La messa in sicurezza della “casa” di Benedetto era iniziata con una delle operazioni più complesse e spettacolari eseguite nella fase post sisma, il posizionamento della “gabbia” d’acciaio a protezione della facciata della chiesa rimasta in piedi nonostante il violento terremoto.

Articoli correlati