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Liste d’attesa, Barberini: “Dire ‘ripassi fra un anno’ è la negazione del diritto alla salute”

Pubblicato il 16 Marzo 2018 15:36

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“Dire a una persona ‘ripassi fra un anno’ è la negazione del diritto alla salute”. Lo ha dichiarato all’Ansa l’assessore regionale alla sanità e welfare, Luca Barberini, delineando le sfide future. E la priorità per la sanità umbra sembrerebbe essere proprio quella dell’abbattimento delle liste d’attesa, di cui da fin troppo tempo ormai si parla, lamentando le lungaggini in cui ci si imbatte quando ci si ritrova a richiedere prestazioni specialistiche e di diagnostica che non rientrano in casi di emergenza. “Stiamo predisponendo un piano straordinario d’azione – ha quindi annunciato Luca Barberini – che sarà avviato nelle prossime settimane”. Per l’assessore regionale alla sanità, però, “non si può vincere solo governando l’offerta” e quindi “mettendo a disposizione sempre più professionisti e risorse”. La ricetta vincente per il titolare alla sanità di Palazzo Donini, infatti, sta anche – se non addirittura soprattutto – nella collaborazione tra specialisti e medici di base, “che – spiega – devono aiutarci a far capire ai cittadini ciò che è realmente necessario fare, perché ancora oggi assistiamo a prestazioni ‘inappropriate’”. Altro fronte su cui si sta andando avanti è, poi, quello “dell’abbattimento delle barriere burocratiche, che limitano i cittadini nell’accesso e nella fruibilità delle prestazioni sanitarie”. In questa direzione va il potenziamento del “Numero Umbria sanità” (Nus), ossia il numero verde (800 636363), unico in tutta la regione, introdotto per prenotare visite specialistiche ed esami sanitari. “Il servizio – ha sottolineato a questo proposito Barberini – ha già dato buoni risultati”. Il cittadino, infatti, può prenotare da casa, con una semplice telefonata gratuita da fisso o cellulare, la prestazione. Così come può procedere al pagamento online del ticket. “Molto utile – ha ricordato l’assessore regionale – è anche il servizio che chiama il cittadino per ricordargli l’esame o la visita prenotati a cui deve sottoporsi, anche perché – ha concluso – se è costretto a rinunciarvi può disdire la prenotazione e liberare il posto per altri”. 

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