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Althea, l’azienda conferma il piano industriale senza Foligno. La trattativa ora è sui trasferimenti

Pubblicato il 5 Luglio 2018 14:20 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:53

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Non si sposta di un centimetro Althea, l’azienda che dallo scorso 1° luglio ha ufficialmente inglobato la Ebm di Foligno. Nel suo piano di riorganizzazione, la realtà che lavora nel campo elettromedicale prevede la chiusura della sede folignate. Tirare giù la saracinesca, significherebbe mettere in difficoltà i circa 60 lavoratori, visto che il paventato trasferimento nelle realtà di Roma e Milano costringerebbe la quasi totalità di loro a dover salutare Althea. E’ per questo che negli scorsi giorni i sindacati hanno parlato di “licenziamenti mascherati”. Al fianco dei lavoratori si sono schierate anche le istituzioni locali. Dalla Regione al Comune di Foligno, tutti avevano auspicato un piano industriale indolore per la struttura de La Paciana. Dopo la doccia fredda del precedente incontro, mercoledì a Roma i rappresentanti di Althea si sono di nuovo seduti sullo stesso tavolo dei sindacati, per cercare di avviare un dialogo. Allo stesso tempo, si è svolto il faccia a faccia tra l’assessore regionale allo sviluppo economico Fabio Paparelli ed il sindaco di Foligno, Nando Mismetti. Sui vari fronti le bocche rimangono cucite, soprattutto per ciò che concerne i sindacati, che giovedì hanno iniziato le assemblee con i lavoratori delle varie sedi umbre. “Prima di aver concluso il giro di consultazioni – dichiarano i sindacalisti coinvolti nella trattativa – non possiamo dire nulla”. Dalle poche informazioni trapelate da Roma, sembrerebbe che ora la discussione tra le parti riguardi soprattutto gli incentivi che Althea dovrà mettere sul piatto per i lavoratori che rinunceranno al trasferimento perdendo il loro posto e per coloro che invece accetteranno gli spostamenti. Insomma, la chiusura della Ebm di Foligno appare scontata, mentre rimane qualche margine per rendere più “indolore” possibile il futuro dei dipendenti lontano dalla città della Quintana e di coloro che alla fine dovranno licenziarsi. “Stiamo seguendo con attenzione la vicenda – afferma Nando Mismetti all’indomani dell’incontro con Paparelli -. L’obiettivo primario è quello di lavorare per trovare una soluzione che permetta di mantenere la sede di Foligno, anche sotto altre vesti, che non siano necessariamente quelle dell’ex Ebm”. Non resta che attendere. Anche se, il tempo a disposizione dei dipendenti, sembra essere sempre meno.

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