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Foligno, calano gli stranieri in città. Albanese e rumena le comunità più grandi

Pubblicato il 11 Dicembre 2018 17:08

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A Foligno cala il numero degli stranieri. Seppur in maniera sensibile, tra il 2017 e l’anno che sta per chiude,rsi nella città della Quintana gli immigrati risultano in discesa, passando da 7.271 (dati Migrantes) ai 7.003 di oggi. I numeri sono stati snocciolati nel corso della presentazione del trentasettesimo rapporto Caritas-Migrantes svoltosi a palazzo Trinci e che ha coinvolto i giovani delle scuole cittadine. La comunità albanese si conferma quella più numerosa, ricoprendo il 26,7% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, ovvero 1.867 persone. Seguono gli immigrati provenienti dalla Romania, ovvero 1.566. Terzo gradino del podio per la comunità marocchina, che a Foligno è rappresentata da 739 persone. Gli immigrati rappresentano il 12,3% dei residenti in città, un’incidenza più alta rispetto alla media umbra. In totale, l’Italia ospita 5 milioni e 144mila immigrati regolarmente residenti sul proprio territorio e, secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, tra il 1° gennaio ed il 31 agosto 2018 nella nostra nazione è sbarcato l’80% di migranti in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. “Un nuovo linguaggio per le migrazioni”, è questo il titolo del rapporto 2018 firmato Caritas-Migrantes, che pone l’accento sul mondo dei media e del loro modo di trattare le notizie riguardanti le migrazioni. Stando agli studi, nei telegiornali di prima serata dei principali canali tv, in dodici anni i riferimenti all’immigrazione sono aumentati di oltre dieci volte, passando dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017. Nel corso dello scorso anno, i telegiornali di prima serata si sono soffermati per lo più sui flussi migratori (40%), riservando quasi la metà delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. All’incontro folignate, organizzato dagli uffici pastorali di Caritas, Migrantes e del progetto “Cittadini del Mondo”, sono intervenuti la giornalista Federica Menghinella della Gazzetta di Foligno, Fausto Gentili dell’Officina della memoria, don Luigi Filippucci, Giulia Gurisatti (operatrice Caritas diocesana) e la giovane Mery, rifugiata del Sud Sudan arrivata in Italia attraverso i corridoi umanitari. “L’altro non è mai un ostacolo, ma un mio completamento – spiega don Luigi Filippucci -. Il processo migratorio non è un ostacolo, ma un processo di libertà e felicità. Come comunicare? Incontrandosi, dialogando e dandoci speranza, mettendosi uno accanto all’altro con l’obiettivo di donare se stessi per la felicità anche dell’altro”.

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