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Foligno, a marzo portata delle sorgenti a picco. Pioggia, caduti 43 millimetri in meno

Pubblicato il 2 Aprile 2019 16:17

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Il corso dei fiumi preoccupa, la portata delle sorgenti pure. Anche in Umbria scatta l’allarme per il prolungato periodo di siccità, che negli ultimi mesi ha portato a scarsissime precipitazioni. Già ad inizio aprile la situazione sembra essere critica soprattutto sul fronte dell’agricoltura, primo settore che potrebbe risentire di un periodo di siccità. I dati sulla situazione dei fiumi verranno esaminati nei prossimi giorni dall’Osservatorio sulle risorse idriche del centro Italia, così come avvenuto da poco al nord soprattutto per il Po. Nel frattempo, è possibile dare uno sguardo alla portata delle sorgenti e confrontarla con lo scorso anno. Stando ai dati di Arpa, la sorgente di Rasiglia Alzabove è passata dai 402,25 litri al secondo del 27 marzo 2018 ai 259,68 di quest’anno. Sempre nel folignate e sempre nello stesso periodo di tempo, Acquabianca è passata da 161,20 litri al secondo agli attuali 33,64. Non va meglio a Nocera Umbra, con la sorgente San Giovenale scesa a 231,27 litri al secondo rispetto ai 953,20 dello scorso anno, mentre a Bagnara si è passati dai 328,36 litri per secondo ai 43,25 di oggi. Per ciò che riguarda le piogge, stando ai dati in possesso del Servizio idrogeologico regionale, da settembre dello scorso anno a marzo 2019 (ovvero il periodo di ricarica delle falde), c’è da segnalare un deficit del 40-50%. Nel mese di marzo la stazione di monitoraggio di Foligno ha registrato 25,20 millimetri di pioggia totali, rispetto ad una media di 69,17. A settembre 2018, altro mese importante per la ricarica delle falde, erano caduti 18,60 millimetri di pioggia a fronte degli 80 della media del periodo. Allarme dunque per l’agricoltura, con orzo e ortaggi tra le colture a maggiore rischio. Una piccola boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dalle piogge previste per i prossimi giorni: “Arriverà una perturbazione con tempo in peggioramento per tutta la settimana – spiega l’ingegner Nicola Berni del Centro funzionale della Protezione civile dell’Umbria -. Non sono comunque previste piogge così importanti da risolvere tutti i problemi della siccità, anche perché altrimenti dovremmo fare i conti con il problema inverso”.

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