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Revoca Cda Vus, critiche anche dalla Regione. La presidente Porzi: “Azioni inadeguate”

Pubblicato il 24 Agosto 2019 09:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:39

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“Iniziare la propria esperienza amministrativa dimenticandosi, con successive scuse, di commemorare le vittime della famiglia Tucci trucidate 75 anni fa dai nazisti a Sant’Anna di Strazzema, imputando l’assenza ad una incomprensione con l’ottimo cerimoniale di Foligno e procedere, concorrendo con il proprio 47,35 per cento, alla revoca del Cda della Vus tramite il metodo dello spoil system non sono i migliori biglietti da visita con i quali presentarsi alla città”: lo afferma in una nota la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi, che interviene in merito alla questione legata alla revoca dell’oramai vecchio Cda di Vus voluto da Foligno e da altri Comuni soci della partecipata. Le parole della presidente Porzi arrivano all’indomani di altre critiche, come quelle della Cgil e di quei sindaci che non hanno votato a favore.

“Definire queste azioni – spiega Porzi – come figlie della paura e dell’inadeguatezza mi sembra il minimo che si possa fare. Neanche nella peggior tradizione della prima Repubblica, si adottavano sistemi così radicali e divisivi per scegliere i servitori di società i cui azionisti sono 22 comuni dell’Ato numero 3 della Regione dell’Umbria. Passare da una elezione all’unanimità come quella del dottor Dolci, a cui va il mio ringraziamento e la mia stima, ad una individuazione lacerante che ha visto una forte contrarietà nel metodo adottato, dimostra una evidente regressione culturale che non si può tollerare in chi ricopre cariche pubbliche. Non mi interessa, continua la Porzi, entrare in polemica con nessuno ma voglio ribadire con forza che le istituzioni vengono prima di tutti e non possono essere sottomesse al soddisfacimento di basse pulsioni che rappresentano un modo inaccettabile fare politica. L’elemento discriminante non sono i colori politici con i quali ognuno di noi legittimamente conduce le proprie battaglie, ma la qualità dell’azione politica che è molto distante da quel livello minimo auspicabile. Sarebbe stata sufficiente la condotta del ‘buon padre di famiglia’, di quei sindaci che hanno operato questa forzatura, per sospendere la decisione ed approfondire tutti i risvolti giuridici e le perplessità che molti altri sindaci hanno messo sul tavolo della discussione. Si è voluto, invece, procedere d’imperio e questo avrà come conseguenza un probabile contenzioso, a partire da quanto previsto dall’articolo 29–Clausola compromissoria dello statuto che, oltre ad essere oneroso per le casse pubbliche dei soci in quanto il collegio arbitrale del Tribunale di Spoleto imputerà le spese legali a chi riterrà responsabili, lascerà una ferita politica che non ha precedenti. In aggiunta al parere richiesto dai Comuni di Spoleto e Preci alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che potrebbe aprire un ulteriore fronte”. 

“Ricordo – conclude Porzi – che l’ area vasta Foligno, Trevi, Spoleto, comuni limitrofi e Valnerina è figlia della visione avanzata di tanti amministratori locali che idearono, integrando anche territori ritenuti marginali ed aree interne, un soggetto con un maggiore peso politico in grado di competere con altre parti della Regione che ora grazie, o meglio a causa delle divisioni e del frazionamento, ringraziano e si compiacciono”.

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