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Rasiglia, l’organo settecentesco torna a suonare: domenica l’inaugurazione

Pubblicato il 3 Settembre 2019 15:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:37

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Tempo di inaugurazioni nella frazione folignate di Rasiglia. Dopo il taglio del nastro per le tre fontanelle d’acqua dell’Ottocento, restaurate per rimettere in risalto la loro bellezza, ora tocca allo storico organo. Lo strumento musicale tornerà all’interno della chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (riaperta nel dicembre 2014), nell’ambito dei festeggiamenti della festa Triennale. L’organo settecentesco tornerà a suonare domenica 8 settembre alle 16.30 e lo farà con un apposito concerto. L’organo Fedeli venne smontato a seguito del sisma del 1997, per permettere di effettuare dei lavori di ristrutturazione della chiesa. I suoi pezzi vennero portati a Spello, in attesa di restauro. “Fino ad oggi – raccontano da Rasiglia – l’organo era rimasto nel cuore e nella memoria di tutti, ma sembrava impossibile poterlo restituire alla comunità”. La somma necessaria per sistemarlo sembrava insormontabile, ma la caparbietà e la passione dei rasigliani sono state decisive. Il primo passo è stato l’incontro chiesto alla Commissione pastorale della Diocesi di Foligno che, grazie all’intervento del vescovo Gualtiero Sigismondi e del vicario don Paolo Aquilini, ha ottenuto dalla Cei un contributo pari al 40% della somma totale utile al restauro. Dopodiché si è dato corso ad iniziative, incontri conviviali e raccolta fondi di vario genere ai quali hanno aderito tante persone, associazioni, aziende ed artisti nazionali. Per riportare lo strumento al suo stato originario il più fedelmente possibile è stato dunque avviato un restauro filologico generale, effettuato dalla ditta folignate di Angelo Carbonetti. “La storia dell’erezione della chiesa, del campanile e della canonica, a suo tempo costruiti con le risorse economiche provenienti esclusivamente dalla comunità di Rasiglia – spiegano gli abitanti della frazione – è per noi un grande esempio che ci incoraggia e ci induce a progettare, oltre al recupero di questo organo ritenuto dagli esperti un esemplare unico nel suo genere, anche quello di altre opere d’arte presenti nella chiesa”.

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