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In Antartide il telescopio dello scienziato folignate Paolo Maffei: se ne parla con Ivan Bruni

Pubblicato il 14 Febbraio 2020 12:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:05

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“Un anno in Antartide”. E’ il titolo dell’incontro in programma domani, sabato 15 febbraio a Foligno. L’appuntamento è per le 17.30 nella biblioteca-archivio “Paolo Maffei” di Sant’Eraclio, dove sarà ospitato Ivan Bruni dell’Osservatorio astronomico di Bologna. Ivan Bruni ha trascorso un intero anno di lavoro nella base Dome-Concordia nel cuore dell’Antartide, a 3000 metri di quota. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la biblioteca “Maffei”, il Lions Club di Foligno e l’associazione astronomica Antares.

La base è stata realizzata nel corso di diversi anni in collaborazione tra Italia e Francia e dal 2005 è abitata tutto l’anno, anche durante la notte antartica, durante la quale la base è completamente irrangiungibile.

Lo scopo della base è queloa di poter svolgere vari tipi di osservazioni scientifiche, tra cui glaciologia e astronomia.

Per la glaciologia, lo spessore dei ghiacci sull’altopiano antartico è di diverse migliaia di metri, accumulatosi in centinaia di migliaia di anni: essi costituiscono un tesoro unico di registrazione del clima e dell’atmosfera terrestre su un periodo di tempo lunghissimo, particolarmente utile per capire l’evoluzione climatica della nostra Terra, che recentemente ha iniziato a cambiare con una velocità molto rapida.

L’interesse degli astronomi per l’Antartide dipende dal fatto che la quantità di vapore acqueo è estremamente ridotta, data la bassissima temperatura (-70 gradi centigradi) e questo permette di svolgere osservazioni nell’infrarosso, altrimenti fattibili solo dallo Spazio con satelliti artificiali. Per questa ragione il professor Paolo Maffei, folignate e docente di Astrofisica all’Università di Perugia, progettò la collocazione in Antartide di un telescopio infrarosso: purtroppo morì prima di poter veder realizzato il suo sogno, a causa dei finanziamenti erogati col contagocce e le lungaggini burocratiche. Finalmente il suo telescopio si trova adesso a Dome-Concordia e potrà cominciare a osservare il cielo nei prossimi anni.

Ivan Bruni racconterà la sua esperienza di vita in questa base veramente “ai confini del mondo”, dove una dozzina di persone vivono senza poter essere raggiunte né andar via nei lunghi mesi della notte antartica, in condizioni di vita molto simili, se non peggiori, dei futuri astronauti su una base lunare. Tanto è vero che l’Agenzia Spaziale Europea svolge diversi studi sul comportamento degli scienziati e tecnici che trascorrono un anno a Dome-C per acquisire esperienza sui problemi che si porranno ai futuri equipaggi di astronauti nelle lunghe missioni verso Marte.

La conferenza è ad ingresso libero e avrà un livello divulgativo adatto ad un pubblico generale, adatto anche per ragazzi di scuola media.

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