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Ritardi nei vaccini ai 60enni, lo Spi Cgil avverte: “Passare dalla propaganda ai fatti”

Pubblicato il 22 Maggio 2021 11:15 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:24

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“Passare dalla propaganda ai fatti”. A chiederlo è lo Spi Cgil, che sabato mattina ha organizzato un presidio di fronte al Distretto sanitario di Foligno per protestare contro i ritardi nei vaccini ai sessantenni. Per le pensionate e i pensionati del sindacato, “la campagna vaccinale in Umbria ha accumulato ritardi enormi tra gli ultra sessantenni e gli ultra settantenni” ed è per questo motivo che lo Spi Cgil territoriale si dice pronto a verificare gli ultimi annunci della Regione. Su tutti, quello della somministrazione – entro la fine della prossima settimana – dei vaccini alle circa 35mila persone appartenenti alla fascia 69-60 che si erano prenotate negli scorsi giorni. Per avvalorare la tesi del sindacato, il segretario provinciale Spi Cgil Mario Bravi presenta i dati elaborati dal Sole 24 Ore: “L’Umbria – afferma Bravi – risulta ultima nella vaccinazione delle persone tra 60 e 69 anni. Infatti – prosegue il sindacalista -, la vaccinazione completa ha riguardato il 18,5% degli interessati e una dose ha coinvolto il 37,3%, quindi rispetto ad una dose mancano circa 70mila persone”. Poi, il focus sul territorio folignate: “Nel Distretto di Foligno – sottolinea Mario Bravi – su circa 97mila abitanti ci sono 13.221 ultrasessantenni e devono esserne vaccinati circa 8.800, tra i 70-79enni abbiamo 11.320 persone e ne mancano 2mila, mentre di ultra 80enni ce ne sono 9.386 e siamo oltre il 90%. In totale – prosegue – ancora oltre 10mila anziani devono essere vaccinati”. Nel Distretto di Foligno i vaccinati con ciclo completo sono percentualmente meno rispetto a Perugia, all’Alto Chiascio e a Spoleto. “L’emergenza vera – conclude Bravi – è costituita dalla vaccinazione degli ultra 60enni, rispetto ai quali il sistema del preadesione è caotico e senza criteri oggettivi”.

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