11.1 C
Foligno
lunedì, Aprile 27, 2026
HomeAttualitàCapodacqua, lavori infiniti: il Comune lancia ultimatum alla ditta

Capodacqua, lavori infiniti: il Comune lancia ultimatum alla ditta

Pubblicato il 3 Luglio 2021 10:09 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:11

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Il Seravezza neutralizza i Falchi: niente da fare per i play off, finisce 0-0

Dopo un match combattuto il Foligno si è arreso, dicendo definitivamente addio alla possibilità di accedere alla post season. Ora manca solo il match contro il Cannara per chiudere la stagione

Con il volto coperto e armato di forbici rapina una farmacia: è caccia all’uomo

L’episodio nel pomeriggio di domenica nella prima periferia di Foligno: il malvivente scappato con un bottino di alcune centinaia di euro Ad indagare la polizia: al vaglio le immagini delle telecamere

Foligno nuovi incarichi per 12 consiglieri comunali

Il sindaco Zuccarini ha firmato un decreto che attribuisce a gran parte dei rappresentanti della maggioranza compiti di studio e approfondimento relativi a varie materie: dalle attività produttive alla valorizzazione delle periferie

Un immediato intervento di depolverizzazione delle strade. È la richiesta avanzata dalla comunità di Capodacqua di Foligno, e votata all’unanimità, nel corso dell’incontro promosso dal comitato di paese nella serata di giovedì primo luglio. Un incontro, lo ricordiamo, voluto per discutere i disagi legati ai ritardi sui lavori del Pir e, quindi, per denunciare, nuovamente e pubblicamente, le difficoltà con cui, ormai dal 2019, i residenti fanno i conti. Circa cento i cittadini che hanno partecipato all’assemblea, alla quale – a nome dell’amministrazione di palazzo Orfini Podestà – hanno preso parte anche l’assessore all’urbanistica, Marco Cesaro, ed il capogruppo della Lega, Riccardo Polli. Di fronte alla totale incertezza sui tempi di consegna dei lavori di urbanizzazione, la comunità di Capodacqua ha intanto chiesto al Comune un’azione urgente tesa, come detto, ad eliminare il rischio polvere correlato al cantiere.

Sì, perché, come spiega il presidente del comitato, Alessandro Alessandri, “la situazione è disperata, la presenza di polvere nell’aria ci preoccupa molto e penalizza contestualmente la vita sociale del paese”. Insomma, i residenti non intendono trascorre un’altra estate con questo ‘sgradito ospite’”. “L’intervento temporaneo richiesto – spiega Alessandri a Rgunitizie.it – dovrà essere autorizzato lunedì, e, in caso di approvazione da parte degli uffici preposti, speriamo che il ‘guaio polvere’ venga eliminato”. In attesa del via libera, dall’incontro di giovedì non sono emerse, come detto, particolari novità circa la riconsegna dei lavori del Pir, attesa, dopo ritardi su ritardi, per questo giugno. “Un’impasse rispetto cui non siamo per nulla soddisfatti – continua il numero uno del comitato che porta il nome della frazione – perché, nonostante il tempo passi, non abbiamo in mano uno straccio di certezza sui tempi”. Stando a quanto riferito sempre da Alessandro Alessandi, l’assessore Cesaro ha spiegato come, proprio nella giornata di giovedì, la direzione lavori abbia lanciato un ultimatum alla ditta incaricata dei lavori. La richiesta avanzata è quella di una chiusura del cantiere entro il 21 luglio. Se così non fosse, chiesto comunque l’impegno a  fornire scadenze certe sulla consegna degli interventi, altrimenti l’amministrazione procederà alla revoca dell’appalto.

L’auspicio di Alessandri è che arrivino informazioni chiare e puntuali a strettissimo giro, sia per ciò che concerne l’intervento di depolverizzazione, con il quale potrebbero essere restituite al paese condizioni decenti, sia per i lavori in generale. “Già dai prossimi giorni Capodacqua si aspetta delle risposte”, prosegue Alessandri, che, rimarcando il senso civico, il rispetto e la compostezza dimostrata dagli esausti cittadini anche durante l’incontro al centro Scalabrini, non esclude, in caso di ulteriori ritardi, accese proteste. “Se non si trova in fretta il bandolo della matassa – conclude il presidente del comitato – la comunità potrebbe scendere in piazza a suon di manifestazioni, sempre civili ed autorizzate, perché non è più possibile andare avanti così”.

Articoli correlati