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Villa Salmata accende un faro sull’assistenza: crocevia di generazioni

Pubblicato il 21 Dicembre 2021 18:00 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:27

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Alla presenza del vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino, di Paolo Vitali proprietario della società Villa Salmata srl, del vicesindaco di Nocera Umbra e di molte altre istituzioni del territorio, lunedì pomeriggio si è inaugurata la struttura Villa Salmata, il cui titolare ha ricordato che la casa era il simbolo più significativo della vita. Per questo è stata creata un’architettura dello spazio dove si potranno incontrare più generazioni. “Dedichiamo lo spazio ai valori de La Salette. È un faro sull’assistenza. A tutti abbiamo chiesto dedizione e passione, ai miei familiari e ai miei collaboratori”, ha aggiunto Paolo Vitali. Quindi Stefania Occhietti, presidente de La Terza Assistenza che si occuperà della gestione degli anziani avvalendosi dell’esperienza acquisita a Villa la Quiete, ha confermato la bellezza della struttura, un fiore all’occhiello per tutti. Il vicesindaco di Nocera Umbra, Alberto Scattolini, ha ricordato il suo privilegio nell’inaugurare una struttura di questa importanza grazie alla famiglia Vitali. Il faro è l’orientamento dei naviganti, l’anziano può vivere una terza, quarta vita se fatto insieme ad altre persone in questo luogo in cui esistono ambiente e vicinanza umana. Quello che si riuscirà a fare insieme sarà un orgoglio per Nocera Umbra.

Molti sono stati gli interventi che si sono susseguiti e che hanno sottolineato ancora la bellezza dell’iniziativa e della struttura intergenerazionale che sarà un gioiello al servizio di tutto il territorio umbro. Infine il vescovo ha concluso con le parole del salmo: “Se il Signore non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori”. Una struttura che era destinata a formare i missionari oggi accoglierà anziani. “Siamo di fronte a una transizione dei modelli di famiglia e questa struttura deve farci chiedere cosa va fatto? Oltre a dare il calore di una famiglia si faccia un lavoro sulla famiglia, che abbia voglia di esserci e di dare vita. Appelliamoci alla preghiera, consolate il mio popolo affinché questo sia un luogo di grande umanità dove si possa sentire la consolazione di Dio”.

Uscendo dopo la benedizione e il brindisi finale, suggestivo è stato soffermarsi davanti al presepe che si trova nel giardino a ricordarci la normalità di ogni casa che si prepara a vivere il Natale.

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