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Quintana, il Cassero alza la voce: “Ingiusto e rischioso non sapere con chi correre 5 giorni prima”

La Giostra della Rivincita porta con sé gli strascichi di un'estate decisamente particolare per la Torre merlata, che dice la sua sulla gestione della querelle Innocenzi da parte dell'Ente

Pubblicato il 19 Settembre 2023 13:53 - Modificato il 7 Febbraio 2024 10:08

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Strascichi post Rivincita. Sono quelli che porta con sé la Giostra della Quintana di settembre, che vede il Cassero alzare la voce. Archiviata la seconda edizione dell’anno, il rione di via Cortella ha deciso di rompere il silenzio e dire la sua in merito al “caso Innocenzi”. La querelle, che ha tenuto banco per praticamente tutta l’estate, non sembra essersi definitivamente assopita. Già, perché al Cassero non è proprio andata giù la decisione della Commissione giustizia e disciplina. Non tanto per la sentenza in sé, di cui i giallo-marroni prendono atto, quanto rispetto ai tempi in cui è stato emesso il verdetto. “A pochi giorni dalla Giostra della Rivincita – scrivono dal consiglio del Cassero -, non sapevamo ancora se avremmo potuto schierare il nostro cavaliere. Tra l’altro il regolamento per l’utilizzo dei partecipanti al Master non ci ha permesso di effettuare ben tre prove libere e, solo in seguito allo scioglimento di alcuni cavilli da parte dell’Ente Giostra, abbiamo potuto effettuare solamente le prove ufficiali. Siamo stati costretti a presentarci in pista con un binomio non adeguatamente preparato – proseguono – vedendo aumentare notevolmente il rischio incidenti. A nostro avviso la Commissione si sarebbe dovuta pronunciare diverse settimane prima e non ci si venga a dire che non c’erano i tempi tecnici. È profondamente ingiusto e rischioso – si legge – che a soli cinque giorni dalla Quintana un rione non sappia ancora se potrà schierare il suo cavaliere”. Per la Torre merlata, “l’impressione è che la Commissione abbia voluto attendere le pronunce della Federazione e soprattutto del Tar in merito al Daspo prima di sentenziare. Così facendo i tempi si sono inevitabilmente allungati, aumentando notevolmente le difficoltà per il rione e per il cavaliere proveniente dal Master. Ci auguriamo che quanto accaduto spinga l’Ente Giostra ad una profonda riflessione e che nessun altro rione si ritrovi in futuro nella nostra stessa posizione. La vicenda Innocenzi è stata stata male, malissimo dalla Commissione, come del resto, seppur informalmente, hanno sostenuto un po’ tutti i rioni”.

La disamina di quanto accaduto nelle ultime settimane si sposta poi al giorno della Giostra. Quando, cioè, il Pertinace Paolo Palmieri si è visto annullare la propria tornata per aver superato il limite di 120 secondi imposto dal regolamento di gara per partire. “Se il nostro Paolo Palmieri aveva consumato il tempo a sua disposizione, perché non è stato fermato? Che senso ha fargli disputare interamente una tornata non valida? – si domandano dal Cassero -. Si parla sempre della necessità di ridurre il rischio infortuni, ma situazioni come quelle descritte non fanno altro che aumentarlo. È giunto il momento che la nostra manifestazione faccia un concreto passo avanti sul fronte organizzativo e gestionale”. Approfittando dell’occasione per ringraziare Palmieri per la disponibilità, l’ultimo pensiero del Cassero va ad Innocenzi: “Siamo stati accanto al nostro campione con tutte le forze, perché l’affetto si dimostra soprattutto nei momenti difficili. Sicuri che abbia la stessa voglia di rivincita che ha il Rione Cassero e che nel 2024 il nostro sodalizio torni ad essere vincente”.

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