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Per l’Accolta di Bevagna chiesto il ritiro della concessione

Pubblicato il 16 Ottobre 2023 13:53

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Dopo la denuncia presentata lo scorso mese di febbraio alla Procura della Repubblica di Spoleto nella quale si denunciavano irregolarità nella gestione del bacino artificiale dell’Accolta di Bevagna, il circolo folignate di Legambiente, guidato da Marco Novelli, fa un ulteriore passo. Negli scorsi giorni, infatti, l’avvocato Stefano Mingarelli, legale dell’associazione ambientalista, ha consegnato la richiesta della revoca della concessione di derivazione delle acque del fiume Clitunno. Richiesta presentata, di fatto, alla Regione Umbria affinché, si legge nella nota, “tolga l’uso delle acque del fiume all’azienda privata che gestisce il bacino artificiale Accolta con finalità di produzione idroelettrica”. Richiesta che prende le parti dalle “innumerevoli segnalazioni, documentate, che testimoniano il malfunzionamento della cascata dell’Accolta, quindi – sottolineano da Legambiente Foligno – il non rispetto del disciplinare che norma la gestione del fiume da parte dei privati”. Con danni che, per il circolo folignate, si manifestano sia da un punto di vista ambientale, con riferimento all’ecosistema del fiume Clitunno, sia per quanto riguarda l’immagine della città di Bevagna, in virtù, proseguono, della “mancanza del minimo vitale e dalla conseguente cessazione o diminuzione del flusso della cascata”. Tra le criticità che erano state evidenziate anche in passato dal presidente Novelli, il prosciugamento del Clitunno dovuto all’interruzione del flusso della cascata con conseguente moria di pesci e compromissione dell’intero habitat. A margine della denuncia presentata alla Procura spoletina, il numero uno del circolo folignate aveva parlato di inadempienze da parte del privato “violando la prescrizione del disciplinare” e del mancato rispetto dell’“obbligo di ridurre la potenza della turbina della centrale idroelettrica fino all’eventuale chiusura per assicurare il mantenimento dei livelli di sfioro e di minimo vitale del fiume”. La proposta avanzata all’Ente di palazzo Donini da parte di Legambiente Foligno, “considerando anche il procedimento penale pendente presso il Tribunale di Spoleto”, è dunque quella di un ritorno dell’Accolta “in mano pubblica in attesa di una gestione migliore”. 

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