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L’elisoccorso umbro compie 100 interventi

Dal 1° marzo Nibbio ha visto 78 voli andati a buon fine, mentre 22 quelli annullati causa condizioni meteorologiche avverse o per interventi già effettuati via terra. Quindici le missioni in zone impervie

Pubblicato il 24 Maggio 2024 12:14 - Modificato il 25 Maggio 2024 12:39

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Il servizio di elisoccorso umbro, partito ufficialmente lo scorso 1° marzo, ha compiuto il suo 100esimo intervento, per una media dunque di 1,2 voli al giorno. L’intervento numero cento è stato effettuato nel pomeriggio di giovedì 23 maggio, quando l’elicottero del 118 umbro ha preso quota dall’aeroporto di Foligno in direzione Spoleto, per soccorrere un uomo di 60 anni caduto da cavallo e trasportato all’ospedale di Perugia.

Sin qui sono 78 gli interventi sono andati a buon fine, mentre 22 quelli annullati causa condizioni metereologiche avverse, oppure per intervento immediato dei soccorsi via terra e quindi non più necessario.

Delle 100 missioni, 75 sono state effettuate nella provincia di Perugia e 25 in quella di Terni. Dei 78 soccorsi conclusi a buon fine, 66 sono interventi di soccorso primari e 12 secondari che riguardano il trasporto sanitario di pazienti ricoverati da un ospedale all’altro, 6 dei quali fuori Umbria.

Nel dettaglio, spiega il dottor Francesco Borgognoni, direttore della Centrale unica regionale del 118, “abbiamo soccorso con Nibbio 33 pazienti traumatologici, 41 con patologie mediche, 2 pazienti ustionati e 2 annegamenti. Tra questi abbiamo avuto solo 5 bambini. Sono state 15 le missioni in zone impervie, attivando la procedura di salvataggio speciale con il verricello, discesa e salita della barella e del doppio soccorritore, oppure la discesa dei sanitari in hovering. Tale manovra speciale – continua Borgognoni – consiste nello stazionamento in volo dell’elicottero e prevede l’appoggio a terra di un solo pattino. Questa tecnica di volo viene utilizzata solo in particolari situazioni e quando non è possibile eseguirne altre. La manovra comporta elevati rischi, soprattutto nella discesa e nel recupero di persone”.

Alle missioni di soccorso collabora attivamente anche il personale tecnico del Sasu – Soccorso Alpino Speleologico Umbria – presente a bordo di Nibbio.

“Ogni missione speciale viene fatta sotto la supervisione del tecnico di elisoccorso – spiega Matteo Moriconi, presidente Sasu Umbria – e ogni membro dell’equipaggio ha un ruolo ben definito. Quando si è in volo il team leader è il pilota che ha la competenza aeronautica e la responsabilità del volo, una volta sbarcato l’equipaggio, la responsabiltà passa al tecnico Sasu che si occupa della sicurezza a terra del medico, dell’infermiere e del paziente, mentre per la gestione sanitaria, il team leder è il medico che viene costantemente coadiuvato dall’infermiere. La buona riuscita di ogni missione è il frutto della sinergia e collaborazione di ogni componente dell’equipaggio”.

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