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Foligno, errore di calcolo nelle preferenze dei consiglieri: fuori Bravi, dentro Mariani

Cinquantuno i voti ottenuti dal sindacalista dello Spi Cgil nazionale e non 157 come inizialmente emerso, determinando uno slittamento di nomi. Nella mattinata di giovedì la proclamazione dei 24 componenti della massima assise cittadina

Pubblicato il 27 Giugno 2024 18:02 - Modificato il 28 Giugno 2024 15:22

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Dopo la proclamazione di Stefano Zuccarini a sindaco di Foligno per il suo secondo mandato, avvenuta nella giornata di mercoledì, nella mattinata di giovedì 27 giugno è toccato ai 24 eletti che andranno a comporre il consiglio comunale per i prossimi cinque anni. Esaminati i verbali da parte della commissione centrale elettorale, presieduta da Marta D’Auria, sono stati quindi proclamati anche i nuovi componenti della massima assise cittadina, chiamata ad assolvere le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo. Preferenze alla mano, dunque, si è andato a delineare il quadro che vedrà presenti – come detto – 24 consiglieri, 15 di maggioranza e 8 di opposizione, oltre naturalmente al primo cittadino.

Diversamente da quanto emerso inizialmente, però, si è registrata una variazione nella composizione del consiglio: tra i quattro esponenti del Partito Democratico, infatti, non ci sarà l’esponente dello Spi Cgil nazionale. Secondo quanto emerso, infatti, non sono state 157 le preferenze ottenute da Mario Bravi, ma solamente 51. Numeri che lo hanno fatto slittare dalla terza posizione tra i “dem” più eletti, alla quindicesima. Dunque, terzo risulta Giorgio Gammarota e quarta Seriana Mariani. Per il Pd, di fatto, il partito di opposizione maggiormente rappresentato, a sedere in consiglio comunale saranno Rita Barbetti, Maura Franquillo e – come detto – Giorgio Gammarota e Seriana Mariani. Un solo esponente, invece, per gli altri gruppi di minoranza: Foligno Domani con Tommaso Feliziani, Foligno in Comune con Diego Mattioli, Movimento 5 Stelle con David Fantauzzi e Patto x Foligno con Maria Frigeri. C’è poi il candidato sindaco Mauro Masciotti, che dovrà ora scegliere il gruppo al quale aderirà. In totale, dunque, tra le fila dell’opposizione si contano nove rappresentanti, contro i 15 della maggioranza.

Per la coalizione vincitrice, ossia quella del centrodestra, il partito con più rappresentanti è quello di Fratelli d’Italia con ben sei esponenti: si tratta di Marco Cesaro, Giuseppe Galligari, Alessandra Leoni, Tiziana Filena, Leonardo Pacini e Valentina Gualdoni; tre, invece, i rappresentanti in quota Forza Italia, ossia Riccardo Meloni, Barbara Di Nicola e Daniela Flagiello; stesso numero anche per la Lega con Michela Giuliani, Decio Barili e Mauro Malaridotto; due i consiglieri in rappresentanza della lista Stefano Zuccarini Sindaco, e cioè Nicola Badiali ed Elisabetta Ugolinelli; infine, Lorenzo Schiarea per il gruppo civico Più in Alto.

Ora si aprirà la partita delle nomine in giunta, con la scelta che spetterà ovviamente al sindaco Stefano Zuccarini. Qualora un componente del consiglio comunale dovesse essere nominato assessore, dovrà rinunciare al suo scranno nella massima assise e, al suo posto, subentrerebbe il primo dei non eletti della sua lista.

Passando al possibile riconteggio dei voti che potrebbe richiedere la coalizione progressista, alla luce delle sole 27 preferenze di scarto che hanno decretato la vittoria di Zuccarini su Masciotti, non risultano al momento novità. Dopo la disamina dei verbali dei 55 seggi effettuata nella mattinata di mercoledì dai delegati delle liste di centrosinistra, resta il punto interrogativo sui prossimi step. E, dunque, un passaggio alla commissione elettorale circondariale di Spoleto e, in ultima istanza, il ricorso al Tar, alla luce di quelle che sono state apostrofate come possibili “criticità” emerse in alcuni dei seggi in occasione del ballottaggio. 

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