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Foligno ricorda i 24 concittadini deportati nei lager

Alla presenza di giovani studenti e delle autorità cittadine, la commemorazione di coloro che nella Seconda Guerra mondiale si sacrificarono per la libertà e per combattere il male. Il presidente del consiglio Galligari ai giovani studenti: “L'amore guidi le vostre scelte”

Pubblicato il 3 Febbraio 2025 16:10 - Modificato il 4 Febbraio 2025 11:13

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“È importante ricordare perché anche voi abbiate consapevolezza del mondo che avete intorno, tenetelo sempre presente e state in guardia, come hanno fatto le persone che oggi commemoriamo”. Con questa frase, in ricordo dei 24 folignati vittime di deportazione durante la Seconda guerra mondiale, proferita ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo Foligno 3, Malcom Angelucci, presidente di Aned Foligno, ha suggellato l’incontro di commemorazione 
svoltosi questa mattina in via III febbraio. Nella rotatoria del cimitero centrale, infatti, in presenza del presidente del consiglio comunale Giuseppe Galligari, dell’assessore alle iniziative per la memoria Elisabetta Ugolinelli, del già citato presidente dell’Aned e degli studenti delle scuole medie di Sant’Eraclio, si è assistito alla cerimonia di deposizione di una corona d’alloro alla stele che ricorda la deportazione, con i giovani folignati che hanno sfilato con in braccio dei cartelloni riportanti i nomi di coloro che dalla città della Quintana più di 80 anni fa vennero condotti coattamente nei campi di Flossenburg e Mathausen. Successivamente, alle 12.30, si è proseguito verso il sacrario del cimitero centrale, dove è avvenuta la deposizione della corona d’alloro sulla lapide che ha su di sé incisi i nomi dei deportati e si è osservato un minuto di silenzio. Due alunni dell’Istituto Foligno 3 hanno recitato i nomi dei 24 per commemorare le vite e le azioni dei loro proprietari. “Siamo qui per ricordare – ha detto Galligari dopo il minuto di silenzio, rivolgendosi al pubblico di studenti presente alla commemorazione – ciò che ci auguriamo non si ripeta più. È bello e importante vedere i giovani qui, in questo momento fondamentale, perché capiscano che dev’essere l’amore a guidare le loro scelte di vita, così che le viltà perpetuate anni fa, non vengano reiterate né oggi né domani”.

La commemorazione del tre febbraio
David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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