Per il nuovo primario del reparto di Ostetricia e ginecologia del “San Giovanni Battista” ci sarà ancora da attendere. Questo è quanto emerso durante la seduta del consiglio comunale di martedì 9 giugno in risposta all’interrogazione presentata dal gruppo del Partito democratico.
Interrogazione con cui i “dem” avevano chiesto al sindaco se, alla luce della mancanza di un primario nel reparto da settembre 2025, fossero stati “avviati incontri istituzionali con la Usl di riferimento al fine di sollecitare la tempestiva nomina del nuovo vertice del reparto” e quali fossero “le iniziative concrete intraprese dall’amministrazione comunale per tutelare ruolo e prestigio”.
Domande alle quali il primo cittadino ha risposto attraverso Riccardo Meloni, che ne ha fatto le veci data la sua assenza. Attraverso un nota affidata al suo vice, Zuccarini ha dichiarato di “condividere le perplessità” del Partito democratico, sottolineando, però, come “le competenze di organizzazione sanitaria, la gestione del personale e le nomine dei direttori siano di competenza di Regione e Usl”.
Delineando il quadro attuale, il sindaco ha spiegato come “ad oggi la Usl non ha pubblicato alcun bando”, limitandosi invece “ad individuare un facente funzione e a stipulare un contratto professionale con l’ex primario in pensione”. Soluzioni che Zuccarini ha bollato come “non definitive”. “Davanti a questa inerzia – ha dichiarato nella nota – ho richiesto una relazione al dg della Usl Umbria 2, Roberto Noto, e alla direzione sanità della Regione Umbria. Ma non ho ricevuto alcuna risposta”.
Per il sindaco un “silenzio inaccettabile” che “non permette di avere le basi per avviare un tavolo di confronto con le istituzioni”. Dito puntato, dunque, contro Regione e Usl Umbria 2, che con questo silenzio avrebbero manifestato, ha proseguito il primo cittadino, “una totale mancanza di rispetto verso l’amministrazione, Foligno e i suoi abitanti”. “Questa – ripotava la nota in conclusione – è la dimostrazione che la salute dei nostri cittadini non viene affrontata con la giusta serietà”.
La questione ha preso forma dopo che il dottor Fabrizio Damiani era andato in pensione a settembre 2025, con la struttura che era rimasta sguarnita di una figura apicale, ritrovandosi di fatto depotenziata. A tamponare la situazione la stipulazione di un contratto professionale con lo stesso Damiani e l’individuazione di un primario facente funzioni. Sul tema, lo scorso gennaio, i consiglieri regionali Andrea Romizi e Laura Pernazza di Forza Italia avevano presentato un’interrogazione alla presidente Proietti.




















