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Guidi e Tancredi a Foligno: “Un nodo invisibile” tra due visioni del Novecento

Al Centro Italiano di Arte Contemporanea una grande mostra con oltre 70 opere che mette in dialogo due anime opposte e complementari dell'arte italiana. L’esposizione sarà visitabile fino al 27 settembre prossimo

Pubblicato il 2 Luglio 2026 11:53 - Modificato il 3 Luglio 2026 12:12

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A Foligno il Centro Italiano Arte Contemporanea (CIAC) ospita fino al 27 settembre prossimo una mostra che mette a confronto due grandi nomi dell’arte italiana del Novecento: Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e curata da Italo Tomassoni e Giovanni Granzotto, l’esposizione raduna oltre settanta opere rare, molte delle quali di qualità museale.

Il progetto nasce da una domanda critica, cosa unisce due artisti apparentemente così lontani? La risposta la dà il titolo alla rassegna: “Un nodo invisibile”. L’intento è esplorare un legame profondo e sotterraneo fra due pittori apparentemente distanti per linguaggio e sensibilità. Il confronto mette in dialogo i capolavori di Guidi degli anni Venti e Trenta con le opere più radicali di Tancredi, realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

La pittura di Virgilio Guidi è qui rappresentata nei suoi momenti più lirici: luce calibrata, costruzione dello spazio, attenzione alla figura e alla tradizione italiana, con richiami alla lezione veneziana. È un’arte che conserva un’impostazione classica pur attraversando le trasformazioni del secolo, centrata su equilibrio e misura.

Di segno opposto e complementare è l’itinerario dedicato a Tancredi, artista inquieto e sperimentale sostenuto anche da Peggy Guggenheim. Le sue tele mostrano una scrittura cromatica e segnica carica di tensione: frammentazione, impulsi esistenziali e aperture verso lo Spazialismo trasformano colore e segno in strumenti di introspezione radicale.

Il percorso espositivo è costruito come un serrato confronto fra due idee di pittura e di realtà: da un lato la continuità con la tradizione, dall’altro la rottura e la ricerca di nuovi linguaggi. Il risultato non è solo una giustapposizione storica, ma un dialogo capace di mettere in luce affinità nascoste — il “nodo invisibile” evocato dal titolo — attivando letture inedite di opere e poetiche.

La rassegna offre così al pubblico l’occasione di riscoprire due figure fondamentali del Novecento italiano, osservandole non come entità isolate ma come poli di uno stesso orizzonte di domande estetiche. Per l’ambito culturale di Foligno si tratta di un appuntamento significativo, che arricchisce l’offerta espositiva estiva.

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