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Duemilasedici, la desertificazione degli impianti sportivi di Foligno. FOTOGALLERY

Pubblicato il 13 Luglio 2016 09:03 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:49

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A volte una foto vale più di mille parole. Trovandosi di fronte agli scatti che mostrano lo stato d’abbandono di alcuni impianti sportivi di Foligno, non servirebbe scrivere altro. Allo stadio “Blasone” e negli impianti sportivi di “Campo di Marte”, l’estate 2016 ha definitivamente segnato la morte dell’erba nei terreni da gioco. Campi abbandonati a loro stessi, senza manutenzione né un minimo d’acqua per poter almeno “sopravvivere”. E se al “Blasone” qualche filo d’erba verde ancora si intravede, “Campo di Marte” somiglia più ad una distesa di fieno. Le prime gocce estive d’acqua non piovute dal cielo, l’erba dello stadio le ha “assaporate” nel tardo pomeriggio di martedì 12 luglio. A mettere in moto l’impianto di irrigazione un generatore che, tra l’altro, aveva anche le batterie scariche poi sostituite. Già, perché l’acqua negli impianti sportivi folignati ci sarebbe pure. Quello che manca è un addetto che se ne prenda cura, ma soprattutto la necessaria corrente elettrica per avviare gli impianti di irrigazione. Le bollette non vengono pagate da mesi e l’elettricità è quindi stata staccata. Non è comunque difficile imbattersi nell’erba alta, anche se si trova dove non dovrebbe essere: nelle aiuole confinanti con la recinzione dello stadio o all’ingresso della struttura di via Rubicone, a copertura di qualche cartello. Un abbandono totale e vergognoso. Oltre al danno, anche la beffa. Già, perché oltre a spendere soldi per sistemare i campi da gioco, ci vorrà tempo per permettere all’erba di crescere e poterla tornare a calcare senza comprometterla nuovamente. Non serve nemmeno addentrarsi nella vicenda legata alla gestione di questi impianti. In casi come questo i rimpalli di responsabilità tra Comune e società sportive sono inutili. Servirebbe solo un minimo di buon senso per permettere ad un’intera comunità di poter sfruttare certe strutture. A ottobre Foligno potrà pure diventare Capitale europea dello sport 2017, ce lo auguriamo tutti. Ma la terza città dell’Umbria non può permettere che nelle sue strutture sportive di riferimento trionfi la trascuratezza.

 

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