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Trevi, azienda di giocattoli si riconverte per combattere il Covid-19 e crea il “safe desk”

Pubblicato il 27 Marzo 2020 13:34 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:57

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Dal sapere delle proprie mani l’arte per combattere il coronavirus. E’ con questo spirito che a Trevi una storica azienda che produce giocattoli in legno e complementi d’arredo si è saputa reinventare, dando così il proprio contributo per la sicurezza delle persone. Stiamo parlando del “Pianeta delle Idee”, falegnameria creativa che dopo ventisette anni di attività si è trovata di fronte ad un bivio. Così come tante altre imprese, il Covid-19 ha improvvisamente cambiato il lavoro quotidiano dell’azienda fondata da Stefano Santarelli. “Da noi lavorano otto persone ed abbiamo subito avuto paura di perdere il nostro posto – spiega Stefano Santarelli -. Dopo Natale, quella estiva per noi è la stagione più importante sotto il punto di vista degli ordini e il virus ha compromesso tutto. Abbiamo però deciso di non piangerci addosso ed abbiamo capito che la risposta per ripartire era nelle nostre mani, abituate a lavorare il legno”. Così, dopo aver ascoltato il parere degli esperti con relativa perizia, l’azienda trevana ha deciso di realizzare il “safe desk” ed il “safe wall”, prodotti nati per proteggere chi in questo periodo deve continuare a lavorare e chi deve per forza effettuare delle commissioni. Il dispositivo non è altro che una barriera di plexiglass sorretta da due basi in legno, capace di prevenire la trasmissione di batteri e virus. Lo strumento può essere installato e rimosso con facilità su scrivanie e banconi. “Siamo convinti – racconta ancora Stefano Santarelli – che la vera prevenzione si ottiene con la conoscenza, la corretta informazione, la formazione costante e soprattutto con i buoni comportamenti. Ecco perché questo strumento potrà tornare utile anche finita questa emergenza, visto che incentiva l’incontro e allo stesso tempo mette in sicurezza le persone”. La produzione è già partita, così come sono arrivati i primi ordini. “Il nostro è un impegno sociale, dato che parliamo di rispetto per il prossimo – racconta Santarelli -. Questa emergenza ci ha fatto capire che la società può pagare caro il comportamento del singolo”.

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