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Conosciamo meglio la Vitamina “C”

Pubblicato il 22 Settembre 2019 08:27 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:34

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Cominciamo questo nostro viaggio alla scoperta della vitamina C dalla manifestazione patologica che il nostro organismo sviluppa se essa viene a mancare, ovvero “lo Scorbuto”.

Di certo sappiamo che nel Cinquecento avevano già scoperto che la causa di tale malattia era la mancanza di frutta e verdure fresche nella dieta delle persone, ma nessuno riusciva ancora a capirne il perché.

Gli uomini più esposti a tale problematica erano i marinai che passavano mesi e mesi in mare senza possibilità di rifornirsi di cibi freschi. Dovevano quindi affrontare costantemente le manifestazioni dello Scorbuto come, lesioni delle ossa, febbre, anemia, emorragie gengivali, astenia, e dolori muscolari, fino ad arrivare alla morte se non curato. I primi esperimenti per scoprire quali alimenti fossero in grado di prevenire la malattia furono eseguiti nel 1747 da un chirurgo della marina Militare Britannica, il dott. James Lind, esso sottopose 12 marinai colpiti dallo scorbuto ad un’integrazione nel “rancio” quotidiano di una porzione di arance e lime. Ma ciò che fece entrare nella storia il dott. Lind è stata l’intuizione di creare e studiare anche un altro gruppo di 12 marinai a cui non somministrò nessuna integrazione, inventò cosi quello che oggi viene considerato il prima studio-controllo” della storia. Per ottenere una risposta definitiva e coniare il concetto di vitamine “non-minerali nutrienti fondamentali per la vita da assumersi con la dieta” bisognerà attendere fino al 1912 grazie al biochimico Polacco Kazimier Funk” poi nel 1921 si capi che l’agente misterioso che preveniva la malattia doveva essere una di queste vitamine, e senza sapere quale, venne battezzata “vitamina C”. Dobbiamo però attendere il 4 aprile 1932 in cui l’americano Chales Glenn King riusci a dimostrare che l’agente misterioso chiamato vitamina C non era altro che un composto con proprietà “antiscobutiche” isolato nel suo laboratorio partendo dal succo di limone. Ma storia ci racconta anche che il premio Nobel per la scoperta della vitamina C fu assegnato all’ungherese Albert Szent-Gyorgyi nel 1937 perché senza saperlo era arrivato allo stesso composto diversi anni prima, e sull’esclusione del prestigioso riconoscimento di King, ancora oggi sono in atto accese polemiche.

Ora che conosciamo la storia della vitamina C, dobbiamo sapere che questa vitamina si ritrova principalmente negli alimenti di origine vegetale, in particolare negli agrumi, ma anche frutti come il ribes nero e il kiwi, ortaggi come peperoni, pomodori o quelli a foglia verde, quali asparagi, cavoli, spinaci, ecc. è presente anche in alcuni alimenti di origine animale come fegato e rene, ma in minor quantità.

Concludiamo questo viaggio intorno alla vitamina C assicurandoci di sapere che ci sono dei composti che interagiscono con esse in modi e tempi molto diversi, eccone alcuni esempi:

  • l’Alcool diminuisce l’assorbimento di vitamina C, anche se dall’altra parte elevate dosi di vitamina C possono rapidamente smaltire elevate concentrazioni di alcool nel sangue. 

  • Il Fumo diminuisce l’assorbimento di vitamina C, negli USA valutano in almeno 40 mg l’incremento per un fumatore del fabbisogno giornaliero di questa vitamina.

I Metalli pesanti e le Tossine industriali aumentano il fabbisogno di vitamina C

Ma se i composti sopra indicati con la vitamina C interagiscono in maniera negativa, per altri questa vitamina diventa fondamentale per apportare benefici al nostro organismo, eccone alcuni esempi:

  • La vitamina “E” e il Betacarotene hanno un effetto sinergico sull’azione antiossidante della vitamina C

  • Il Calcio viene favorito nel suo assorbimento dalla vitamina C

  • Il Ferro attraverso la facilità di ossidarsi della vitamina C viene “ridotto” da ferro trivalente a ferro bivalente facilitandone l’assorbimento intestinale.

Ora che conoscete i pregi della vitamina C cercate di non farla mai mancare nella vostra dieta giornaliera, le cinque porzioni tra frutta e verdura che la dieta mediterranea ci raccomanda giornalmente devono diventare un punto fermo della vostra alimentazione, in questo modo possiamo sperare di avere quello che la medicina moderna chiama un “invecchiamento di successo”.

 

Rubrica a cura del dr. Mercuri Leonardo, dietista A.N.D.I.D.

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