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Un carro, una biga e una carrozza: i reperti di Colfiorito alle Terme di Diocleziano

Pubblicato il 30 Aprile 2019 14:20 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:01

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Una biga, un calesse e un carro funebre. Sono solo alcuni, nonché i più straordinari ritrovamenti avvenuti a Colfiorito nel corso degli scavi per la nuova Ss77. Oggetti e preziosità che dopo una lunga fase di restauro sono pronti a mettersi in mostra. L’iter di quelle che saranno le esposizioni è stato illustrato martedì mattina dai vertici del Comune di Foligno, insieme al presidente di Quadrilatero e Archeolog, Guido Perosino e alla Soprintendente ai beni Culturali, Marica Mercalli. I corredi funerari saltati fuori dalla necropoli a cavallo tra Umbria e Marche, nella primavera del 2020 saranno esposti alle Terme di Diocleziano a Roma. La prima mostra in programma farà conoscere ad un pubblico vastissimo l’esposizione successiva, che si terrà qualche mese più tardi a palazzo Trinci di Foligno. Infine, tutti i ritrovamenti della Tomba dei Carri e della Tomba della Principessa verranno posizionati al Museo archeologico di Colfiorito per rimanerci in pianta stabile. I tre carri risalenti tra il VI ed il VII secolo sono unici al mondo, visto che non si conoscono esempi simili se non la famosa Biga di Monteleone di Spoleto, esposta oggi al Metropolitan di New York. Ma anche gli oggetti ritrovati nella Tomba della Principessa sono di grande pregio. “E’ stata una grande impresa – commenta Rita Barbetti, vicesindaco del Comune di Foligno -. Dobbiamo ringraziare la sensibilità di Anas, Quadrilatero e della Soprintendenza per aver contribuito a portare avanti questa operazione”. A finanziare il restauro è stata Archeolog, la onlus creata da Quadrilatero che si occupa della valorizzazione dei reperti emersi nel corso degli scavi effettuati da Anas in tutta Italia. E la prima operazione è proprio quella che interessa Colfiorito, alla quale verrà dedicata anche una monografia. “Prima i ritrovamenti venivano visti come un’interferenza ai cantieri e agli scavi per le nuove infrastrutture – spiega Guido Perosino, presidente di Archeolog e Quadrilatero -, ora invece abbiamo capito che ci troviamo di fronte a delle opportunità. Da soli non si riesce a fare nulla, è per questo che è importante fare squadra come è avvenuto nel caso di Foligno”. Permangono però difficoltà legate al reperimento degli ultimi fondi per allestire una mostra che permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza unica. I tre carri verranno infatti ricostruiti anche attraverso delle elaborazioni grafiche e interattive. Il restauro è stato affidato alla professoressa Migliozzi del Cnr, massima esperta in questo campo, visto che si è trattato “di un ritrovamento – sottolinea Perosino – unico nella storia. E’ per questo che chiediamo alle realtà del folignate di supportare questa iniziativa, che avrà ricadute positive per tutto il territorio”. “E’ stato un lavoro fatto bene e che porterà frutti per tutti – spiega Marica Mercalli, soprintendente dell’Umbria ai ben Archeologici -. Le ricadute positive non saranno solo per il mondo della cultura, visto che qui arriveranno tante persone a vedere dei carri quasi unici al mondo”. La Soprintendente coglie l’occasione anche per lanciare un monito: “Il nostro settore vede un taglio delle risorse economiche quasi giornaliero, pagheremo tutti le conseguenze di queste scelte”. Le esposizoni dei ritrovamenti di Colfiorito vedranno materiali restaurati ma anche ricostruiti, per far comprendere meglio il loro ruolo e come venivano utilizzati un tempo. “Guardando a come era messa Colfiorito venti anni fa dopo il sisma, forse nessuno avrebbe pensato mai che saremmo arrivati a questo livello – conclude la conferenza il sindaco Mismetti -. La montagna sta diventando un punto di attrazione e di qualità anche sotto il profilo culturale”.

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