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Gasdotto Brindisi-Minerbio: dalla Regione la richiesta di rivedere il progetto

Pubblicato il 12 Settembre 2014 17:00 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:26

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Nuove polemiche in merito al gasdotto Brindisi-Minerbio in Consiglio regionale. A richiamare l’attenzione della Regione Umbria sull’annosa questione della realizzazione del gasdotto – che nel progetto del Governo dovrebbe passare per i territori  dell’appenino umbro compresi Sellano, Foligno, Nocera Umbra e Gualdo Tadino – è il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, presidente dell’associazione “Umbria migliore”. Il progetto del gasdotto interesserebbe molteplici siti naturalistici, come spiegato dallo stesso consigliere regionale ai microfoni di Radio Gente Umbra: “Il gasdotto attraversa la fascia appenninica a quote elevate, passando per territori fragili dal punto di vista ambientale, corsi d’acqua e zone sic, per un ampiezza media attrono ai 50 metri. Il problema non è solo la trincea scavata per posare i tubi dall’ampio diametro, ma ci sono fasce di pertinenza attorno alle quali vengono abbattuti alberi e manufatti”. 

Non un annullamento del progetto ma una revisione del tracciato del gasdotto. Il consigliere Dottorini ha chiesto alla Regione chiarimenti in merito ai progressi raggiunti sulla base della mozione approvata nel dicembre del 2012: “Chiedo che si rispetti quanto il Consiglio Regionale approvò quasi dua anni fa. In questa mozione si chiedeva alla Regione di intervenire sul Governo perchè potesse rivedere il progetto del tracciato e per istituire un tavolo tecnico con i soggetti interessati. Nessuno vuole l’annullamento del progetto, ma in ogni caso si chiede di intervenire compromettendo il meno possibile l’assetto idrogeologico, ambientale e paesaggistico della nostra regione”.

Quali potrebbero essere le alternative al tracciato del gasdotto proposto dal Governo e dalla Snam Rete Gas? “Ci sono zone, penso l’ asta della E45 – autostrada, che sarebbero meno sensibili dal punto di vista ambientale – tuttavia anche qui potrebbero esserci delle controindicazioni – ma sicuramente ci pare non sia una buona idea passare sulla cresta degli appennini interessando zone altamente sensibili dal punto di vista ambientale”.

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