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Troppe tasse: l’80% delle imprese deve rinunciare a business, nuova occupazione e investimenti

Pubblicato il 15 Ottobre 2014 14:25 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:06

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Ultime ore per pagare la Tasi. Domani, 16 ottobre, è l’ultimo giorno utile per versare l’acconto sulla tassa sui servizi indivisibili, istituita dalla legge di stabilità 2014. Ma la Tasi è solo una delle componenti dell’ingorgo fiscale che, in autunno, metterà a dura prova le imprese del terzario che, saranno chiamate a pagare, nei mesi di ottobre, novembre e dicembre imposte vecchie e nuove, ossia: TARI, TASI, e IMU nella sua nuova formulazione. “Sono soprattutto le imprese più piccole, quelle che utilizzano immobili di proprietà per l’esercizio della propria attività, ad essere in maggiore difficoltà di fronte alle scadenze fiscali di questi giorni. Ma, più in generale, per la quasi totalità delle imprese del terziario”. E’ un autentico grido d’allarme, quello che arriva dalla Confcommercio dell’Umbria, in relazione alla situazione attuale in cui versano le imprese. “L’eccessivo carico fiscale ha inciso negativamente sulla loro crescita, limitandone la possibilità di fare investimenti e nuove assunzioni” – ha affermato Aldo Amoni, presidente Confcommercio Umbria. “Gli 80 euro in busta paga e gli sgravi per le imprese non sono una risposta sufficiente per far ripartire i consumi e l’economia. C’è una sola medicina per far ripartire la crescita: vanno ridotte le tasse, ma occorre farlo subito e davvero”- ha continuato il numero uno di Confcommercio Umbria. A dimostrare lo stato di esasperazione in cui versano le imprese del terziario di fronte “all’ingorgo fiscale di autunno”, è anche un’indagine di Confcommercio-Format Ricerche, effettuata in questi giorni. Stando ai fatti, un terzo delle imprese al momento dell’indagine, non si sono dimostrate in grado di rispondere e quasi la metà del campione (il 49,6%) ha affermato che pagheranno la TASI, ma con difficoltà. Soltanto il 15,9% pagherà la tassa senza alcuna difficoltà. Per quanto concerne la TARI, L’85,9% delle imprese non ritiene equa l’entità dell’importo che saranno chiamate a pagare ed il 75% si attende un aumento degli importi da pagare con la TARI rispetto alla situazione precedente. Ad aggravare maggiormente il quadro è anche la pressione fiscale che, negli ultimi due anni, ha già inciso in modo significativo sulla crescita di quasi l’80% delle imprese, riducendone le possibilità di fare business, di assumere nuovi occupati o di fare investimenti.

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