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A Trevi tra arte e pace l’associazione Vo.La presenta sei presepi artistici 

Realizzati con stili e materiali diversi, narrano la natività attraverso linguaggi artistici plurali. Tra quelli allestiti lungo il percorso che parte da piazza Mazzini anche uno ispirato alla Palestina

Pubblicato il 3 Gennaio 2026 10:25 - Modificato il 3 Gennaio 2026 17:28

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Quest’anno Vo.La Trevi ha confermato il suo ruolo centrale nella vita culturale della città, allestendo in diversi punti del centro storico un percorso di presepi artistici con un profondo significato attuale. 

L’associazione si distingue da tempo come realtà di volontariato culturale e sociale, che ha come finalità quella di valorizzare le ricchezze della cittadina attraverso iniziative che spaziano dalla cultura alla solidarietà. 

Sotto la guida della presidente Maria Pia Barbini, appassionata promotrice di eventi che intrecciano tradizione e contemporaneità, Vo.La opera grazie all’impegno dei volontari che, collaborando con istituzioni, scuole e realtà locali, creano occasioni di incontro e crescita condivisa.

I sei presepi allestiti sono diversi per stile, materiali e ispirazione, e narrano la natività attraverso linguaggi artistici plurali, invitando il pubblico a riflettere sul messaggio  profondo di pace che il  Natale evoca.

Partendo da piazza Mazzini, il percorso offre a cittadini e visitatori un’esperienza suggestiva, che unisce spiritualità e dialogo culturale. Tra gli allestimenti, ad esempio, spicca il presepe palestinese: con la sua intensità simbolica è ispirato alla tradizione della Terra Santa, ricollocando la natività nel suo contesto geografico e culturale originario.

In un’epoca come quella attuale, segnata da tensioni, questo presepe lancia un forte invito alla pace e alla fraternità tra i popoli, ricordando come il messaggio natalizio emerga proprio dai contesti più difficili.

Di eguale rilievo è il presepe della “Madonna che legge”, originale allestimento ispirato al Libro d’Ore composto a Besançon, che ritrae la Madonna che legge serenamente sotto una calda coperta rossa trapuntata, dopo il parto, mentre Giuseppe culla il Bambino addormentato, e condivide attivamente  la cura del neonato, offrendo a Maria uno spazio per la lettura spirituale, gesto che enfatizza la parità domestica e la devozione condivisa.

Le rappresentazioni sono visitabili fino al 6 gennaio.

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