“Le assenze per malattia e i periodi di aspettativa sono eventi fisiologici in qualunque organizzazione e non possono essere trattati come la ‘causa’ dei problemi”. Hanno risposto così Rsu e le organizzazioni sindacali di Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb a quanto dichiarato dall’amministrazione comunale folignate sulla situazione che ha portato allo stato di agitazione del personale dei servizi educativi 0-3 anni e della ristorazione scolastica e cucine.
Nella giornata di martedì 20 gennaio, a poche ore dall’incontro in prefettura per il tentativo di conciliazione a cui avevano preso parte la segretaria generale e la dirigente dell’ufficio personale, dal Comune avevano spiegato come “le problematiche in essere sono nate per una serie di circostanze legate anche alle malattie di alcune educatrici e di periodi di aspettativa del personale”.
Dichiarazioni che Rsu e sindacati, ora, rispediscono al mittente, sottolineando come le assenze per malattia o i periodi di aspettativa “sono variabili prevedibili, che richiedono organici adeguati, sostituzioni tempestive e una gestione strutturata. Quando un servizio è tarato stabilmente al minimo, basta un’assenza, per motivi legittimi, per mettere tutto sotto pressione, con ricadute su carichi di lavoro e qualità del servizio”.
Secondo i sindacati, inoltre, l’ambiente degli asili nidi e delle cucine comprendono anche fattori di rischio legati ai carichi fisici e all’organizzazione del lavoro, che potrebbero incidere con il tempo sul benessere personale, aprendo la strada a possibili richieste di ricollocazioni o di soluzioni alternative.
Per Rsu e organizzazioni sindacali la ricostruzione fatta da Palazzo Orfini Podestà “rischia di spostare l’attenzione dalle responsabilità organizzative dell’Ente e di scaricare, anche solo implicitamente, sulle lavoratrici il peso di criticità che vanno governate con programmazione e risorse”.
Da qui, la necessità di un chiarimento immediato da parte dell’amministrazione comunale sulla volontà di “aprire un confronto reale e operativo con il sindacato” oppure di “proseguire con l’attuale impostazione, che sta mettendo a rischio la qualità e la continuità di servizi essenziali per bambini, famiglie e comunità”.
Lo stato di agitazione, lo ricordiamo, era scattato lo scorso 16 gennaio a seguito di criticità legate a organici, sostituzioni, carichi di lavoro, organizzazione dei turni e gestione del precariato.



















