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Inaugurato e poi chiuso, dopo due anni riapre il Parco Flaminio

Negli scorsi giorni sono iniziati gli interventi di ripristino della recinzione perimetrale, oltre all’installazione di una struttura lignea per delimitare l’area archeologica. Ad annunciare i lavori era stata una determina dirigenziale del 23 dicembre

Pubblicato il 25 Febbraio 2026 17:23 - Modificato il 25 Febbraio 2026 17:38

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Dopo due anni, si avvicina la riapertura del Parco Flaminio. A due mesi dalla determina dirigenziale del 23 dicembre scorso, che aveva annunciato l’intento dell’amministrazione di riaprire lo spazio verde, negli scorsi giorni sono arrivati gli operai.

Operai a lavoro nell’area verde archeologica, situata nella zona di Santa Maria in Campis, per chiudere alcuni buchi presenti nella recinzione perimetrale e delimitare gli unici resti archeologici visibili della zona.

La rete perimetrale ripristinata (foto Emanuela Rosignoli)

Secondo quanto trapela i cancelli verranno aperti la mattina per poi essere richiusi la sera, con gli abitanti della zona che, così, potranno tornare a fruire regolarmente dell’area. Regolarmente poiché, anche se il parco è rimasto ufficialmente chiuso per due anni, i cittadini hanno continuato a frequentarlo abitualmente grazie alla presenza di buchi nella recinzione, simili a varchi, che ne permettevano l’accesso.

La rete perimetrale ripristinata (foto Emanuela Rosignoli)

La chiusura del parco è stata oggetto di un’inchiesta della Gazzetta di Foligno dello scorso ottobre (numero 34), nella quale avevamo evidenziato come i lucchetti dello spazio verde risultassero chiusi a doppia mandata sin dalla sua inaugurazione, a marzo del 2024, nonostante l’area fosse dotata di sistema di videosorveglianza, illuminazione perimetrale, cartellonistica, cestini dei rifiuti e non solo. Tutti interventi ultimati nell’ambito del progetto del Parco Urbano Diffuso.

La recinzione lignea che delimita i resti archeologici (foto Emanuela Rosignoli)

Ad annunciare la riapertura del parco era stata – come detto – la determina dirigenziale del 23 dicembre scorso nella quale veniva reso noto come fosse “stata richiesta specifica autorizzazione alla Soprintendenza ai fini della riapertura del parco archeologico”. Soprintendenza che, ai fini della tutela del patrimonio storico e culturale dell’area, ha autorizzato vari interventi.

Tra i lavori previsti dall’atto dirigenziale, appunto, la realizzazione di una recinzione lignea di protezione del settore archeologico, con struttura a vista in sostituzione degli arbusti, per delimitare l’“area 1”, che comprende resti di edifici, un tratto di strada, canalizzazioni e sepolture. Contenuti nella determina anche i lavori di ripristino della rete metallica perimetrale, in particolare nei tratti vandalizzati lungo il confine nord-ovest, oltre all’installazione di una videocamera di sorveglianza in prossimità di via Giovanni Battista Vitelli.

La rete perimetrale ripristinata (foto Emanuela Rosignoli)

Interventi per i quali si è proceduto all’affidamento diretto dei lavori per quasi 2mila euro (1.753,44). “Indicativamente – era intervenuta l’assessore al Completamento Sviluppo Rurale, Michela Giuliani, intervistata dalla Gazzetta di Foligno nel numero del 18 gennaio scorso – l’obiettivo è quello di giungere all’apertura del parco all’inizio della prossima primavera”. Una riapertura che guarda a un duplice obiettivo aveva aggiunto Giuliani: “Restituire ai cittadini un’area verde dalla valenza culturale molto importante e di ampia metratura, ma anche garantire la piena salvaguardia e valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti negli anni”.

“Per noi – aveva concluso – è stato un intervento difficile da portare a termine sin dall’inizio per la sua delicatezza. Giungere all’apertura di un sito così importante è un grande obiettivo”.

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