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Vertice fallito tra sindacati e Comune: dipendenti pronti allo sciopero

Esito negativo per l'incontro in prefettura convocato per il tentativo di conciliazione tra le parti. Rsu e organizzazioni sindacali: "Nei prossimi giorni ulteriori iniziative per riportare la gestione della vertenza su un piano di responsabilità"

Pubblicato il 26 Febbraio 2026 20:05 - Modificato il 26 Febbraio 2026 21:26

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I dipendenti del Comune di Foligno sono pronti a scioperare. Ad annunciarlo questo pomeriggio (giovedì 26 febbraio) la Rsu dell’Ente e le sigle sindacali di Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb che, a seguito dell’incontro in prefettura con l’amministrazione e il sindaco, hanno comunicato l’esito negativo del tentativo di conciliazione.

La notizia dello sciopero, confermata dai sindacati, emerge anche tra le righe del comunicato inviato dalle forze sociali che sottolineano come “quando l’ascolto non si traduce in alcun riscontro e non si apre uno spazio di mediazione sulle questioni poste – evidenziano –, è fisiologico e doveroso che il sindacato eserciti le proprie prerogative, rappresentando il dissenso dei lavoratori anche all’esterno, con gli strumenti previsti dall’ordinamento”.

L’incontro in prefettura di questo pomeriggio – lo ricordiamo – è arrivato dopo la proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti dell’Ente, annunciato lo scorso 21 febbraio. Tra i temi caldi che lo hanno scatenato il clima teso all’interno dell’Area Lavori pubblici dove si sta portando avanti l’importante partita del Pnrr, ma anche la situazione dell’Ufficio del Personale, dove il posto di responsabile risulta vacante da circa 2 mesi.

Una situazione complicata che negli scorsi giorni ha visto la presa di posizione diretta da parte del primo cittadino, Stefano Zuccarini, oltre a quella delle forze politiche di opposizione, rispetto alla quale comunque “la parte sindacale – sottolineano  – ha ribadito anche in sede prefettizia la propria disponibilità a un dialogo serio e costruttivo, ma un esito positivo non era possibile in presenza di una disponibilità solo formale al confronto e di una sostanziale chiusura sugli aspetti centrali posti dai lavoratori e dalle loro rappresentanze”.

Una situazione che prosegue da settimane. L’esito negativo, infatti, si era avuto anche a seguito del vertice dello scorso 4 febbraio, quando le sigle avevano già incontrato l’amministrazione per cercare di instaurare un dialogo proficuo. Un incontro “che avevamo considerato un primo passo importante – evidenziano – e nel corso del quale avevamo chiesto, con senso di responsabilità, una convocazione in tempi brevi per fare il punto della situazione, chiarire i nodi ancora aperti e definire un percorso di aggiornamento periodico con il sindaco e/o gli assessori competenti su temi specifici”.

L’obiettivo dichiarato era quello di “lavorare con impegni, tempi e verifiche concrete, evitando che le rispettive posizioni venissero apprese per via informale o attraverso la stampa”.

Dopo l’incontro di inizio mese tuttavia, “pur avendo riscontrato che l’amministrazione si è attivata su alcuni aspetti, non vi è stata la possibilità di proseguire quel percorso con aggiornamenti e approfondimenti diretti”. Tutti elementi alla luce dei quali i sindacati hanno preso atto che “in assenza di un canale di interlocuzione sostanziale, non era possibile dare risposte ai lavoratori e alle lavoratrici che rappresentiamo. È in questo contesto, e non per finalità pretestuose o per alimentare allarmismi – precisano –, che è stato proclamato lo stato di agitazione”.

A incrinare il tentativo di conciliazione, avvenuto oggi alla presenza del prefetto Francesco Zito, anche la pubblicazione all’albo pretorio della delibera di Giunta che approva la riorganizzazione della macchina comunale. “Pur nel pieno rispetto delle prerogative dell’amministrazione – ribadiscono a tal proposito Rsu e sindacati –, tale scelta ha reso evidente che, al di là degli adempimenti formali, non ci è stata la volontà di un approfondimento effettivo sulle criticità segnalate e sulle perplessità espresse in modo motivato dalle organizzazioni sindacali e anche da organismi paritetici interni”.

A inasprire gli animi, come già accennato, anche la situazione “dell’Area Lavori pubblici legata alla gestione del Pnrr: non come questione ‘di ufficio’ – incalzano –, ma come tema di tenuta complessiva dell’Ente e della capacità di garantire servizi e investimenti alla cittadinanza”.

In particolare, a seguito della vicenda di cronaca che ha interessato l’ex dirigente dell’Area Lavori pubblici Francesco Maria Castellani, “dalle segnalazioni risulta che – sottolineano –, su numerosi interventi Pnrr in precedenza seguiti dal dirigente con incarichi di Rup, non sia stata ancora completata la riallocazione formale dei responsabili unici del procedimento”. Una fase di transizione delicata che “se non chiarita e stabilizzata, può generare incertezze nella catena delle responsabilità e rallentamenti operativi”. Punto cruciale “posto anche oggi in sede prefettizia su cui non sono emersi chiarimenti risolutivi”.

Una situazione incandescente e complessa rispetto alla quale le forze sociali si riservano la possibilità di indire azioni di sciopero dei dipendenti dell’Ente, tuttavia, rimanendo comunque aperti al dialogo.

A seguito dell’esito negativo dell’incontro di oggi, Rsu e organizzazioni sindacali “definiranno nei prossimi giorni, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, le ulteriori iniziative previste dall’ordinamento, nel rispetto delle procedure e con l’obiettivo di riportare – spiegano – la gestione della vertenza su un piano di responsabilità, trasparenza e tutela dei servizi”.

I sindacati, quindi, tornano a chiedere che si apra “un percorso vero e verificabile: un calendario di incontri periodici e tematici, con un programma chiaro, a partire dai temi centrali della riorganizzazione e del sistema di valutazione, e con aggiornamenti puntuali sugli impegni assunti e sulle misure organizzative in corso”.

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