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Mario Bravi e Rifondazione comunista all’attacco di Vus: chiesti un confronto e più trasparenza

Il coordinatore della commissione controllo e garanzia del Comune di Foligno ha espresso la volontà di indire un incontro con il presidente della multiutility. Dal partito espressa l’esigenza di difendere il carattere pubblico della società

Pubblicato il 15 Aprile 2026 16:38 - Modificato il 15 Aprile 2026 16:44

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La situazione della Valle Umbra Servizi torna al centro del dibattito pubblico. Dopo le numerose polemiche arrivate nelle scorse settimane sui social, riguardo all’abbandono e all’esposizione dei rifiuti, e la comunicazione da parte di Vus relativa all’incremento dei controlli sul territorio, non si sono fatte attendere le risposte del coordinatore della commissione di garanzia del Comune di Foligno, Mario Bravi (Pd), e di Rifondazione comunista.

Nello specifico Bravi ha espresso la volontà di convocare un incontro con i vertici della Vus alla luce del fatto che “mentre la società sostiene l’evidenza di un miglioramento del servizio nella città di Foligno – sottolinea –, spesso i cittadini si trovano di fronte a una situazione diversa: abbandono illecito di rifiuti, cumuli anche nel centro storico, con l’inevitabile e comprensibile senso di degrado. La solita differenza – incalza – tra la realtà e ciò che viene percepito?”.

La volontà di indire un incontro per fare chiarezza sui vari punti era già stata manifestata lo scorso 9 aprile “al presidente del consiglio di amministrazione della Valle Umbra Servizi, Paolo Ernesto Arcangeli, per svolgere una seduta finalizzata ad un aggiornamento sulla discussione avviata nell’audizione (della commissione controllo e garanzia, ndr) dell’11 novembre scorso, in merito alla ‘situazione relativa allo spazzamento e ai dati relativi alla raccolta differenziata’”.

Auspicata da Bravi una risposta in tempi celeri anche in considerazione del fatto che “la Vus ha aperto il percorso relativo all’individuazione del nuovo direttore che entrerà in funzione il prossimo primo giugno. Non crediamo però – prosegue – sia possibile pensare un incontro con la commissione dopo tale data”. Una necessità motivata dal consigliere per rispondere ai cittadini che “pretendono chiarezza e rapidità”.

Dall’altra parte Rifondazione Comunista ha sottolineato l’esigenza di “difendere il carattere pubblico di Vus, trasformare il modello verso una gestione partecipata restituendo trasparenza e controllo ai cittadini”. Volontà emerse nel corso di un incontro con la cittadinanza che si è svolto lo scorso 12 aprile nella sede del circolo Arci Subasio.

“Oggi siamo di fronte a un passaggio decisivo – sottolineano –: l’affidamento del servizio è in scadenza il prossimo anno e riguarda molte realtà locali, tra cui anche Perugia, il capoluogo della Regione. Per questo è necessario avviare fin da subito una mobilitazione politica e sociale per scongiurare qualsiasi ipotesi di arretramento o apertura ai privati”.

Tra le criticità evidenziate da Rifondazione, le difficoltà di “accesso ai dati dell’attuale amministrazione della società: informazioni spesso poco trasparenti, di difficile lettura e talvolta persino contraddittorie rispetto agli obiettivi dichiarati. A questo si aggiunge un elemento preoccupante – spiegano –: un arretramento complessivo delle performance della raccolta differenziata, che segnala una perdita di qualità del servizio”.

Il punto centrale per Rifondazione comunista è il fatto che “non basta dire che un servizio è pubblico”, ma occorre “interrogarsi su come questo pubblico funziona: se è chiuso e tecnocratico oppure se è aperto, partecipato, orientato ai bisogni reali del territorio. Il rischio – incalzano – è quello di un ‘pubblico aziendalizzato’, distante dai cittadini e incapace di esprimere fino in fondo la propria funzione sociale”.

Da questo punto di vista spiegano come sia stata “ribadita una distinzione netta tra interesse pubblico e privato”. Con il primo che deve garantire “tariffe eque, migliorare la qualità, chiudere in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti e investire sul lavoro e sul territorio”. Mentre il privato entra in un “settore per fare profitto. Acqua e rifiuti sono settore altamente remunerativi, perché non comprimibili, tutti, infatti, ne hanno bisogno”. Il risultato per la sezione è evidente con “aumento delle tariffe, riduzione dei costi e minore attenzione alla qualità del servizio”. L’obiettivo è quindi quello di “ridare dignità e prospettiva all’azienda che rappresenta oggi una delle ultime multiutility interamente pubbliche”.

Da parte di Rifondazione Comunista anche la “sfida” ad aprire “una stagione di ripubblicizzazione del servizio idrico, seguendo esperienze già in atto in altri territori e modelli avanzati come quello di Acqua Bene Comune Napoli, fino ad arrivare ad esperienze internazionali come quella di Parigi, dove la gestione dell’acqua è tornata pubblica dopo anni di privatizzazione”.

Per la sezione la posta in gioco è alta: “Decidere se acqua e rifiuti sono merci o diritti. Noi scegliamo i diritti e per questo serve una stagione di impegno, partecipazione e mobilitazione”. Infine, è stato lanciato un messaggio ai lavoratori di Vus: “Un’altra azienda e un altro modo di lavorare sono possibili e necessari. Noi vogliamo costruirli insieme a voi”.

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