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Sanità, l’Umbria fa da apripista: nasce il primo Centro regionale per l’IA in Italia

Negli scorsi giorni la riunione di insediamento del nuovo organismo volto a governare l'innovazione tecnologica tra etica, sicurezza e umanizzazione delle cure. Donetti: “Ogni investimento deve produrre reali benefici per la salute dei cittadini”

Pubblicato il 26 Aprile 2026 12:02 - Modificato il 26 Aprile 2026 20:31

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L’Umbria pioniera nell’innovazione tecnologica applicata alla salute. Negli scorsi giorni si è infatti tenuta la riunione di insediamento del Centro regionale intelligenza artificiale il sanità (Crias), che fa del Cuore verde d’Italia la prima regione italiana a dotarsi di un organismo istituzionale e strutturato dedicato all’implementazione, al monitoraggio e alla gestione dell’intelligenza artificiale in campo medico.

L’istituzione del Crias, così come sottolineato anche dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, rappresenta un pilastro del nuovo piano sociosanitario regionale. “Questo gruppo di lavoro sull’intelligenza artificiale – ha, infatti, sottolineato – testimonia la nostra forte attenzione all’innovazione che possa agire per migliorare la nostra salute.

L’obiettivo dichiarato è quello di guidare la trasformazione digitale all’interno del sistema sanitario, garantendo che i nuovi strumenti vengano introdotti in modo etico, sicuro e sostenibile. “Non vogliamo essere semplici spettatori dell’innovazione tecnologica – ha dichiarato a questo proposito Daniela Donetti, alla guida della Direzione regionale Salute e Welfare -, ma governarla attivamente per assicurare che ogni investimento produca reali benefici per la salute dei cittadini umbri, garantendo sempre il rispetto dei vincoli normativi come il nuovo AI Act europeo”.

Concretamente il nuovo Centro supporterà le aziende sanitarie nella validazione degli algoritmi, promuovendo l’interoperabilità dei dati. Per affrontare le sfide dell’IA, la Regione ha scelto un approccio trasversale che unisce competenze diverse. Il team è infatti composto da ingegneri, medici legali e avvocati e professionisti sanitari, toccando così tutti gli aspetti: da quello clinico a quello tecnico e giuridico.

Nonostante l’alto tasso tecnologico, il focus resta l’essere umano. Su questo fronte Mauro Zampolini, referente scientifico del Board Ai e direttore del Dipartimento di riabilitazione dell’Usl Umbria 2, ha evidenziato come l’IA possa paradossalmente rendere la medicina più “umana”. “L’intelligenza artificiale – ha dichiarato – sta già ridisegnando la diagnosi e i percorsi di cura, ma il nostro compito è assicurarci che queste tecnologie siano rigorosamente validate clinicamente. La nostra sfida più grande è integrare l’innovazione con l’umanizzazione della medicina: delegando alle macchine i compiti ripetitivi e di calcolo, restituiamo tempo prezioso all’ascolto e alla relazione tra medico e paziente, che deve rimanere il fulcro assoluto del nostro lavoro”.

Con questa iniziativa pionieristica, l’Umbria si candida ufficialmente a diventare un hub nazionale per l’adozione etica e sicura dell’intelligenza artificiale, mettendo l’alta tecnologia al servizio delle persone e delle competenze dei professionisti sanitari.

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