Gli studenti dell’Itt “da Vinci” hanno risposto presente alla chiamata dell’Avis. Nelle prime ore della mattinata di oggi (29 aprile) circa quindici ragazze e ragazzi si sono presentati al Servizio immunotrasfusionale dell’ospedale di Foligno per donare il sangue. Tra i volontari, appena maggiorenni, non solo cittadini folignati ma anche giovani provenienti da Comuni limitrofi come Gualdo Cattaeo, Trevi, Bevagna e non solo.
Ad accompagnare gli studenti, molti dei quali alla prima donazione, alcuni professori, tra cui Roberta Dominici da tempo attiva nella sensibilizzazione degli studenti che ha sottolineato il rapporto duraturo tra l’istituto e l’Avis. “Sono diversi anni – spiega – che portiamo avanti il progetto in modo da sensibilizzare le classi quinte alla donazione del sangue. I ragazzi rispondono sempre positivamente alla chiamata e noi li accompagniamo”.

Fondamentale il coinvolgimento dei giovani per consentire un ricambio generazionale dei donatori, come spiegato anche dalla responsabile del Sit di Foligno, Antonella Germani. “Seppur sia stato allungato – interviene – il limite di età c’è e rimane ed è ovvio che a una persona di una certa età non possiamo chiedere quanto possiamo domandare a un giovane”. “Devo dire – aggiunge poi – che abbiamo trovato tra i ragazzi un atteggiamento davvero propositivo e responsabile, li vedo molto più sicuri e motivati rispetto allo scorso anno ed è stata davvero una bella sorpresa”.

Quest’anno a pesare sul numero effettivo di donazioni, però, non è stato il calo dei donatori, comunque in leggera flessione, ma la riduzione dell’orario di donazione a causa di una “carenza di personale dell’Usl – sottolinea Bellagamba – mancano dottori e infermieri e di conseguenza hanno dovuto contrarre l’orario delle donazioni che non si svolgono più dalle 7.20 alle 10.30 ma dalle 7.20 alle 9.30”. Una contrazione che ha causato la riduzione di “quindici donazioni in quella fascia oraria. Il numero dei donatori è in leggera flessione ma stiamo cercando sempre di mantenerlo intorno alle 3mila unità attraverso iniziative come quella di oggi”.

“Ho deciso di donare – ha raccontato Andrea Appolloni, studente del quinto anno dell’Itt cittadino – perché essendo uno zero negativo, quindi un donatore universale, sapevo che il mio contributo avrebbe potuto aiutare molto. Ho iniziato il percorso a seguito della campagna fatta dall’Avis a scuola a partire da settembre e oggi è la seconda volta che vengo a donare”.
Presente al Sit anche un’operatrice del servizio civile universale che, ogni giorno alternandosi con il lavoro di ufficio, si occupa di affiancare e accogliere i donatori nel percorso con l’obiettivo di farli sentire a proprio agio prima e dopo la donazione. “È un’attività molto formativa sia a livello personale che professionale – spiega Rebecca Amoroso –. Ho scelto di svolgerla perché, studiando infermieristica, era inerente con il mio percorso di studi e mi sto trovando davvero bene”.



















