Venti milioni di euro per tutta l’Umbria, che a Foligno permetteranno di recuperare 77 appartamenti. È quanto annunciato dall’assessore regionale alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli, nel corso dell’incontro promosso dal circolo locale di Sinistra italiana, che si è tenuto negli scorsi giorni nel quartiere di Sportella marini e durante il quale il rappresentante di Avs ha descritto i termini della definizione attualmente in corso del Piano casa regionale, dedicato all’edilizia residenziale pubblica.
Dei 77 appartamenti in vista di riqualificazione, nel dettaglio, ben 74 saranno rimessi in sesto con fondi regionali, mentre gli interventi restanti saranno a carico di Ater Umbria. L’azione della Regione è indirizzata a tutto il territorio umbro e punta a “dimezzare il numero degli alloggi oggi inagibili”. “Portando – ha detto Barcaioli – ad un cambio di passo netto rispetto alle politiche abitative degli scorsi anni”.
“Parlare di case pubbliche – ha poi sottolineato il consigliere regionale di Avs, Fabrizio Ricci –, significa entrare nella carne viva delle persone, soprattutto di quelle che vogliamo aiutare”. L’esponente della maggioranza all’interno dell’Assemblea legislativa ha colto l’occasione per tornare sulle novità introdotte dalla legge.
Tra queste misure che vanno dalla cancellazione della penalizzazione del nucleo familiare di chi ha compiuto reati negli ultimi 30 anni, fino a nuove misure sperimentali, come i percorsi abitativi per detenuti in misura alternativa al carcere, i progetti di autonomia per persone con disabilità cognitiva, il sostegno a donne vittime di violenza e alla persone Lgbt+.
Il tema è di particolare importanza per Foligno, soprattutto perché, come emerso dalle ultime dichiarazioni del presidente di Ater Umbria, Federico Santi, in merito, sono 230 in città le famiglie in attesa di ricevere un alloggio popolare, mentre 175 – su 825 – sono le case vuote.
Delle 175 abitazioni non occupate, 135 sono quelle da ripristinare. Ciò significa che la riqualificazione di 77 appartamenti comporterebbe la rimessa a regime di più del 50% degli alloggi indisponibili.


















