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Partecipazione e cura per Foligno: in città nasce “Energia civica”

Il nuovo movimento, con presidente Maria Frigeri e vicepresidente Chiara Bordoni, è stato presentato nella mattinata di oggi (20 maggio). Al centro la partecipazione e la cura per la città, l'obiettivo: “offrire una nuova spinta che nasce dal civismo locale”

Pubblicato il 20 Maggio 2026 15:47 - Modificato il 20 Maggio 2026 17:06

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“Un nuovo soggetto civico nella nostra comunità con l’idea di offrire nel territorio una nuova spinta che nasce dal civismo locale”. Con queste parole Maria Frigeri consigliera di minoranza tra le fila di Patto X Foligno, ha presentato, nella mattinata di oggi (20 maggio), il nuovo movimento “Energia Civica, partecipazione e cura per Foligno”.

Tra i punti cardine del movimento l’autonomia e il radicamento nel territorio. “Autonomo significa indipendenza dai partiti – spiega Frigeri –. Nel nostro statuto, infatti, viene sottolineata l’incompatibilità dell’adesione al movimento civico con l’iscrizione ad altri partiti o movimenti politici. Questo significa autonomia ma non isolamento – puntualizza –. Significa libertà di proposta, responsabilità nelle scelte, ma anche disponibilità alla collaborazione”.

Nel corso di una prima assemblea dei soci è stato eletto il consiglio direttivo composto da Maria Frigeri come presidente, Chiara Bordoni nel ruolo di vicepresidente, Laura Piccioli come segretaria, oltre a Luciano Pizzoni già candidato sindaco per il centrosinistra nel 2019, Andrea Luccioli, Francesco Felicioni, Alessia Mattoni e Alessandro Pacchia.

Persone già impegnate “nella difesa del nostro bene comune – precisa Maria Frigeri –, nel volontariato, nelle imprese, nella scuola, nella cultura. Persone che si sono messe a disposizione convinte che la politica debba essere a servizio della comunità”.

Sulla presenza di Patto X Foligno in consiglio comunale la consigliera ha chiarito che “rimarrà, dato che io sono stata eletta come consigliera per Patto X Foligno, ma l’attività civica e politica – sottolinea – si concentrerà su ‘Energia Civica’”.

Numerosi i punti cardine del manifesto del neonato movimento civico. Tra questi la democrazia e la partecipazione, la volontà di mettere al centro i diritti, il lavoro e la sanità pubblica, oltre all’ambiente, la qualità urbana e del territorio, ma anche la cultura, l’integrazione, il futuro e l’educazione alla pace. “Da questo manifesto – spiega ancora Frigeri – abbiamo estrapolato due parole chiave che abbiamo posto al centro del logo del movimento: partecipazione e cura per Foligno”.

Partecipazione “perché l’ascolto, la presenza nei vari territori, la condivisione, la trasparenza e le scelte fatte insieme sono e saranno il nostro metodo. La partecipazione è il nutrimento della democrazia”. Cura “poiché una città che si prende cura dei propri spazi, dell’ambiente e delle relazioni tra le persone, fa il benessere dei suoi abitanti, ma anche perché una cura diffusa educa e rafforza il senso di comunità, donando dignità alle persone”.

Aspetti ai quali “purtroppo non stiamo assistendo nella nostra città. Oggi vediamo una Foligno trascurata – incalza Maria Frigeri –, ma che ha tutte le energie per essere una città vitale, giusta, aperta e sostenibile. Vogliamo dare una spinta a questa città con la nostra energia civica passo dopo passo”.

A prendere la parola anche la vicepresidente del movimento, Chiara Bordoni, giovane attiva nel circolo folignate di Legambiente e in vari progetti per la valorizzazione dei giovani. “Sono qui perché vorrei fare tanto per la mia città – interviene Bordoni –. Sono convinta che rimboccarsi le maniche per cambiare ciò che non ci piace è la sfida dell’oggi, soprattutto in un mondo che ci sta crescendo anestetizzati, rinchiusi e ripiegati su noi stessi dove siamo virtualmente connessi e materialmente soli. Mentre il valore aggiunto è fare rete e fare squadra”.

Voler cambiare le cose per Chiara Bordoni “vuol dire fare un’azione politica”. Così come lo è  “piantare un albero, ma anche pulire una strada dai rifiuti e mettere a disposizione il proprio tempo per cercare di mantenere vivi spazi di aggregazione per i giovani della città”.

“Sempre di più riesco a scorgere difficilmente il bene comune come perno dell’azione del governo di questa città – sottolinea ancora la vicepresidente del movimento –, dall’azione del nostro governo nazionale e dall’azione della Comunità europea. In un momento storico di stravolgimenti epocali che sembrano passarci sopra la testa senza che noi possiamo intercettarli in alcun modo, credo si possa iniziare a fare la differenza dal piccolo, quindi dalla propria città, mettendosi al servizio”.

Parlando poi dei giovani ha sottolineato come “quelli che si mobilitano ci sono, lo abbiamo visto in occasione del referendum sulla giustizia, per la Global Sumud Flotilla e per la Palestina, ma si auto-mobilitano quando dicono loro e lo fanno per difendere principi e valori che credono irrinunciabili”. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di creare “dei nuclei di aggregazione all’interno della città per permettere una partecipazione attiva che sia più vasta, vivace e generativa possibile”.

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