Per i nidi comunali di Foligno si procede verso l’assunzione di nuove educatrici a termine, mentre sul fronte delle stabilizzazioni i sindacati chiedono che sia risolta una situazione “non accettabile”. A quasi due mesi dallo sciopero che il 31 marzo aveva visto i dipendenti delle strutture cittadine scendere in largo Carducci per protestare contro la mancanza di organici adeguati, sostituzioni tempestive e una gestione strutturata, qualcosa si muove, ma i lavoratori e le forze sociali tengono alta l’attenzione sui movimenti di palazzo Orfini Podestà.
Il Comune, infatti, dopo lo stato d’agitazione avviato il 16 gennaio scorso e il successivo sciopero, aveva annunciato due assunzioni a termine attraverso il ricorso al Piano integrato di attività e organizzazione. Obiettivo per il quale sembra che gli uffici stiano già lavorando: al momento, infatti, sembra che tre educatrici appartenenti alla graduatoria di Spoleto abbiano dato la propria disponibilità, con l’auspicio che presto tali integrazioni si concretizzino.
“Non si può dire che non ci stiano provando – ha detto Andrea Russo di Uil Fp –, mentre in tema stabilizzazioni è in vigore una situazione che non può dirsi accettabile. Nella programmazione, oltre all’ingresso di un’educatrice quest’anno, è stata anche prevista l’assunzione di un’altra dipendente che dovrà coprire un pensionamento”.
“Il problema – ha sottolineato – è che al momento ci sono due persone che sono prossime a raggiungere l’età del pensionamento e una che lo ha già fatto a gennaio. Si vanno a perdere, dunque, tre persone formate che per un decennio hanno lavorato con professionalità nei nidi di Foligno, senza però avere la certezza che due su tre vengano sostituite in modo stabile”.
Per valutare le azioni dell’amministrazione fino ad oggi e decidere come muoversi, lavoratori e sindacati questa mattina (giovedì 20 maggio) hanno indetto ufficialmente un’assemblea per il prossimo giovedì. “Faremo il punto della situazione – ha concluso Russo – e valuteremo come agire, soprattutto sotto il profilo delle sostituzioni del personale a termine”.
Qualora le forze sociali non siano soddisfatte delle risposte del Comune, potrebbero valutare di riprendere le proprie azioni, come visto già a gennaio e fine marzo.




















